IL MEGLIO IN EDICOLA DI MARTEDI’ 07 APRILE 2015
IL MEGLIO IN EDICOLA
Meno cioccolata e agnello a Pasqua si mangia in casa così i consumi hanno fatto flop
I primi dati di Confcommercio e Cna: calo delle vendite in macelleria Diminuita la vendita delle tradizionali uova mentre “tiene” la colomba
ALESSANDRA PAOLINI (Repubblica)
E le uova di cioccolata rimasero sugli scaffali. Dieta o crisi? I motivi forse sono validi entrambi. Ma nell’attesa di capire il come ed il perché, la Pasqua 2015 si chiude con un dato certo: la vendita delle uova – fondenti, al latte, alla gianduia, artigianali o industriali che siano – è calata del 15 per cento rispetto a un anno fa. A raccontare il tracollo dei mastri cioccolatieri romani è la Confcommercio che, a gita fuori porta ormai archiviata, ha stilato un primo bilancio sui consumi di questi giorni di festa.
E se per le uova pasquali è andata male… sorpresa: per le colombe la stagione è stata più che positiva: 5 per cento in più di acquisti. E il dato è confermato anche dalla Cna.
“Vola” la colomba, scende l’abbacchio. E per motivi non solo legati alle “tasche”. Alla vigilia di Pasqua L’Aidaa, l’associazione in difesa degli animali, faceva sapere che a Roma le prenotazioni dell’agnello erano calate del 26 per cento. Nella classifica stilata da Confcommercio, l’associazione di Rosaria Cerra, nel- le macellerie – rispetto alla Pascqua 2014 – gli affari sono diminuiti del 7-8 per cento. Un dato non male però, se paragonato a quello del mese precedente. Rispetto a marzo infatti i consumi di carne sono saliti del 12 per cento. Del resto, marzo commercialmente parlando è stato un mese davvero nero. Tanto che i consumi pasquali – dicono dalla Confcommercio sono andati sostanzialmente bene. «Meglio delle aspettative – spiega Rosario Cerra, presidente della associazione – cosa che ci fa parlare di una seppur timida ripresa con la spesa complessiva del food per imbandire le tavole delle feste che ha segnato un segno più tra il 5 e il 10 per cento».
La spesa per un pranzo di 5 persone si è aggirata attorno ai 110 euro. Bene i prodotti di qualità a scapito dell’articolo commerciale. Tanti i romani che hanno preferito pranzare in casa. Complice la crisi e il mal tempo. I ristoranti del centro hanno comunque registrato incassi più che positivi grazie al grande afflusso di turisti. Già dalle 11 del mattino i tavolini all’aperto erano stracolmi. Con la gente beata a godersi un sole splendente dopo la pioggia dei giorni scorsi e le specialità della cucina romana. «La buona notizia – continua il presidente Cerra – è che Roma ha tenuto rispetto all’andamento nazionale. Se negli altri ristoranti e bar, secondo i dati arrivati dallaFipe (associazioneesercizi pubblici) il calo dei clienti è stato dell’11 per cento a Pasqua e del 15 a Pasquetta, nella capitale non c’è stata la flessione. Grazie al turismo certo, e grazie ai tanti romani che non sono partiti per questione di soldi». […]
L’impennata dei prezzi Dall’acqua alle verdure è la capitale dei rincari
La Uil Lazio stila la “classifica dell’inflazione” in città Il segretario Civica: i romani tra i più tartassati d’Italia
CARLO PICOZZA (Repubblica)
A UMENTANO le tariffe e i prezzi dei prodotti di prima necessità, dall’acqua alle verdure. È la «classifica dell’inflazione a Roma», elaborata dalla Uil regionale con riferimenti al mese appena trascorso e allo stesso periodo del 2014.
Il sindacato laziale indica l’ascesa più vorticosa nelle tariffe della fornitura pubblica dell’acqua, il 32,9 per cento rispetto al marzo 2014 e il 9 per cento sul febbraio scorso. Anche la raccolta delle acque di scarico non lascia tregua ai contribuenti romani, con un aumento del 20,8 per cento sul marzo dell’anno scorso e dell’8,8 sul mese precedente. Prezzi in ascesa dell’8,5 per cento su base annua anche per le verdure. Restano invariati, invece, i listini della frutta. Mentre lievitano quelli del caffè, del te, con il 2,6 per cento, e del pesce (1,4).
«I romani», commenta Alberto Civica, eletto segretario regionale della Uil Lazio una decina di giorni fa, «continuano a subire un incremento di prezzi e tariffe senza avere in cambio servizi adeguati».
Se ci si può rassegnare al rincaro degli alcolici (3 per cento su base annua) e delle sigarette (4,1), che dire degli aumenti della retta per le mense? Sia quelle scolastiche sia quelle aziendali registrano un incremento del 2,6 per cento su base annua. Come l’istruzione universitaria (2,4 per cento) e quella elementare (2,2). In crescita dell’1,1 per cento sul febbraio scorso, anche i prezzi per alberghi, bed and breakfast, ostelli e ristoranti.
In un anno sono diventate più care le tariffe del trasporto su gomma e su ferro (1,1 per cento) e quelle marittime, con un’impennata del 6,3 per cento. «Si tratta di dati preoccupanti, soprattutto quelli dei rincari dei trasporti, delle mense e dell’istruzione», ancora Civica, «segnalano un distacco crescente tra le scelte delle istituzioni e la vita quotidiana di centinaia di migliaia di cittadini» Se gli aumenti si avvertono, i ribassi sono impercettibili: scendono dello 0,6 per cento i prezzi dei biglietti per concerti e spettacoli. […]
Rapiscono gatta della vicina per sfamare i loro pitbull
Corcolle, il felino ucciso da quattro cani Donna denuncia agli agenti: “Un orrore” “E i proprietari di quegli animali ridevano”
LORENZO D’ALBERGO (Repubblica)
«LA STAVANO sbranando. Quando ho iniziato a urlare, l’hanno presa per la coda e tirata nel mio giardino. Ha continuato a respirare per pochi secondi, poi è morta». Sono passate meno di 24 ore da quando Natasha Spiotta ha assistito alla raccapricciante esecuzione di Emma, una gattina di 8 anni, nel cortile della sua villetta di via Acquacanina, a Corcolle. Una fine truce quanto assurda. Come raccontato dalla donna agli agenti intervenuti la sera di Pasqua, a dilaniarla morso dopo morso e ucciderla sarebbero stati i quattro pitbull dei suoi vicini, due coppie di romeni. Peggio: la gatta sarebbe stata data letteralmente in pasto ai cani dagli stessi proprietari.
Un’ipotesi che, se confermata dagli agenti del commissariato Casilino, supererebbe ogni più macabra fantasia. «Domani (oggi, ndr) andrò a formalizzare la denuncia per maltrattamento e uccisione di animali – spiega Natasha, cercando di trattenere le lacrime – prima, però, passerò dal veterinario. Serve un pezzo di carta che certifichi che quei buchi sono stati causati dai morsi dei cani. L’ultima volta che ho visto la mia Emma? Pochi minuti prima di quell’orrore ». Sono le 18 di domenica e la gattina non si trova più. Poi, l’attenzione della padrona viene catturata da una serie di lamenti e miagolii disperati. «Ho capito che era in casa dei miei vicini – racconta ancora la padrona – che l’avevano preso. Sentivo tirare di tutto, sentivo le loro risate mentre se la prendevano con una gatta zoppa, cieca e incinta. Ho chiamato la polizia, mi sono affacciata e ho urlato di smetterla subito. A quel punto un uomo è uscito tenendo Emma per la coda. “Questo è il tuo?”, mi ha chiesto. Prima ha lanciato Emma ai cani e poi me l’ha gettata in giardino».
Una volta sul posto, gli agenti delle volanti hanno identificato Natasha e i vicini che prima dell’arrivo delle forze dell’ordine avrebbero anche insultato e ricoperto di sputi la proprietaria di Emma e insultato a ripetizione anche la madre intervenuta per cercare di sedare la lite. «Quello che lanciato il gatto abita con gli altri soltanto da una settimana – continua la proprietaria di Emma – e non aveva neanche un documento d’identità. Hanno raccontato ai poliziotti che la gatta era entrata dentro e che aveva distrutto il loro appartamento. Ma quando mai, quel gatto non si muoveva mai dal mio giardino. Con que- sta scusa l’hanno presa e data in pasto ai loro cani. Stiamo parlando di gente che ha minacciato di ucciderci. Ci hanno urlato di tutto, di volerci sgozzare». […]




