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IL 20% DELLE SEPARAZIONI CONIUGALI E’ CUSATO DALLE LUDOPATIE

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“Lo studio effettuato dai ricercatori dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare di Catanzaro e dell’Universita’ della Calabria e pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience Methods, conferma la viva preoccupazione dei matrimonialisti circa il grave fenomeno della ludopatia in Italia che sta mettendo in ginocchio tante famiglie indebitate. L’Italia è al secondo posto nel mondo per numero di giocatori d’azzardo. Questo fenomeno è riscontrato dall’elevato numero di separazioni e divorzi causato da indebitamento di uno o entrambi i coniugi: circa il 20% delle separazioni avviene proprio a causa del Gioco d’azzardo patologico. L’anno scorso l’Ami propose la ‘tessera del giocatore’ attraverso la quale porre limiti al gioco d’azzardo. Si potrebbe usare anche la Tessera sanitaria prima di poter accedere a qualsiasi gioco o lotteria, Gratta e vinci etc”. Così in una nota il presidente dell’associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani (AMI), Gian Ettore Gassani.
“Lo Stato da una parte cerca di combattere il Gioco d’azzardo patologico, dall’altro incassa ingenti risorse di denaro da questi giochi. Anche le scommesse sportive, ormai pubblicizzate in qualunque fascia oraria, stanno diventando un problema molto serio in questo Paese – prosegue Gassani – Molti coniugi prosciugano conti correnti o ricorrono all’usura per fronteggiare debiti di gioco. Molte famiglie, pur essendo benestanti, sono costrette a vendere i propri beni per tappare le falle di tanti debiti. I costi sociali di tale fenomeno sono enormi in quanto i Tribunali e i servizi sociali ogni giorno sono costretti a lavorare per tutelare soprattutto i figli minorenni dei giocatori d’azzardo. Urge un intervento della politica affinché questo fenomeno sia ridimensionato e vengano proibite le pubblicità a tutti i livelli di giochi e scommesse sportive. Gli psicologi e gli psichiatri possono testimoniare che gran parte della loro attività professionale è spesa per cercare di salvare tante persone e coppie da una delle più gravi dipendenze del nostro Paese, equiparabile per certi versi alla tossicodipendenza in termini di conseguenze familiari e sociali” ( Foto da www.investoreoggi.it).

 

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