IERI LA BEATIFICAZIONE DI MARIE EMILIA, SUORA CHE HA SPESO LE SUE RICCHEZZE PER POVERI

Ieri ha ricevuto l’onore degli altari una religiosa che come san Francesco d’Assisi ha rinunciato alle sue ricchezze per metterle al servizio dei poveri. Sarà il prefetto della Congregazione delle cause dei Santi, cardinale Giovanni Angelo Becciu, a presiedere sabato prossimo, alle 11, nella cattedrale di Granada la celebrazione per la beatificazione di Maria Emilia Riquelme y Zayas, fondatrice della Congregazione delle Missionarie del Santissimo Sacramento e di Maria Immacolata.
Nata a Granada il 5 agosto 1847, Maria Emilia si distingue sin da piccola per l’intensa vita di fede e l’amore verso i poveri: “I poveri sono miei amici”, afferma la giovane che spende in opere di carità e apostolato anche l’eredità paterna. Il suo centro di forza è Gesù nel Sacramento dell’Eucarestia cui dedica, insieme alla Vergine Maria, la nuova famiglia religiosa che fonda nella città andalusa il 25 marzo 1896.
“Colpisce di Maria Emilia – afferma Silvia Correale, postulatrice della causa di beatificazione – l’attualità della sua spiritualità e del suo apostolato, sia ai tempi in cui era fedele laica sia quando divenne una religiosa, che appaiono già in linea con il magistero di papa Francesco. L’amore verso i poveri, i bambini e specialmente le bambine povere, abbandonate o marginate per qualsiasi causa, la proiettò in uscita verso le periferie territoriali ed esistenziali della sua diocesi. Erede di ingenti beni li spese per aiutare i poveri che erano la sua vera ricchezza, il suo più prezioso investimento”.
Sarà presente alla celebrazione anche Nelson Yepes, l’uomo la cui guarigione da una pancreatite acuta, attribuita all’intercessione di Maria Emilia Riquelme, è stata ritenuta miracolosa e ha reso possibile la beatificazione della religiosa.



