DENUNCIATE DUE PERSONE A LATINA PER VIGNETTE ANTISEMITE SUI SOCIAL

Una vignetta, sui social, in cui viene rappresentato un forno da cucina aperto con dentro alcune banconote e la scritta “trappola per ebrei”.
A seguito di numerosissime denunce alla Polizia postale, sono state avviate le indagini che hanno portato all’individuazione e alla denuncia di due persone, attive su profili social e di “esplicito orientamento ideologico nazista, antisemita e xenofobo”, che adesso dovranno rispondere di propaganda ed istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa.
Uno dei due, che si presentava su Twitter con il nome “Cristian d’Adamo”, un uomo vicino agli ambienti ultras della Lazio e già responsabile della sezione Forza Nuova di Fondi (Latina), nelle passate elezioni amministrative di Fondi si è candidato a consigliere comunale in una lista civica.
Infatti, dall’analisi effettuata sui profili social di D’Adamo la polizia postale ha riscontrato che spesso l’utente condivideva immagini in cui è ritratto con il braccio teso ed alzato a figurare il saluto romano, con simboli neonazisti, fascisti, o immagini che lo associano agli ambienti ultrà di estrema destra della tifoseria della SS Lazio. Ed ancora, nel corso delle indagini, D’Adamo, esponente di Forza Nuova di Fondi, in qualità di candidato a consigliere comunale alle passate elezioni del comune di Fondi, in diversi articoli di stampa, riprendendo una segnalazione dell’Anpi, si mettevano in evidenza gli aspetti xenofobi, fascisti, omofobi, antidemocratici, anticostituzionali ed antisemiti presenti sul suo profilo Twitter.
Le attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica di Latina, si sono indirizzate anche nei confronti di un altro utente, anche lui residente a Latina, individuato sulla piattaforma VK.com per la presenza all’interno del proprio account di numerosi post ed immagini dai quali emerge un esplicito orientamento ideologico nazista, antisemita e xenofobo. Le prove acquisite a carico dei due hanno portato all’esecuzione di un decreto di perquisizione personale, locale ed informatica a conclusione della quale entrambi hanno confermato di essere gli autori dei post ‘incriminato’. Sono stati sequestrati vari dispositivi informatici, sui quali verranno effettuati ulteriori approfondimenti tecnici, due portatessere e placche riportanti la scritta Polizia di Stato.



