D’AMATO: PUGNO DURO CONTRO CHI SPECULA SUI TEST

Pugno duro contro chi specula sui test, controlli sulla distribuzione delle mascherine, test sierologici a tappeto e gratuiti appena si avrà la validazione del metodo.
È quanto emerso dall’audizione dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato, in commissione regionale Sanità, tenutasi in video-conferenza oggi, per fare il punto sulla situazione dell’emergenza coronavirus.
Per quanto riguarda la distribuzione a ospedali e medici dei dpi, “ieri abbiamo ricevuto 2 milioni di mascherine di livello Ffp2, comprate dalla Regione Lazio – ha precisato D’Amato – Abbiamo notevolmente incrementato la distribuzione di tutti i dispositivi, anche impiegando gli autisti della Regione e chiedendo ai carabinieri dei Nas di effettuare i controlli. Entro questa settimana completeremo la distribuzione dei kit ai medici di famiglia e ai pediatri”.
Tema centrale dell’audizione di D’Amato sono stati i tamponi e i test sierologici. “Abbiamo aumentato la qualità dei tamponi che effettuiamo ogni giorno, aumentando i laboratori dedicati, siamo arrivati a 41.715, di cui oltre 8.000 sul personale sanitario. Dobbiamo coprire integralmente tutti gli operatori a rischio – ha spiegato l’assessore -. Sul versante dei test sierologici, come è noto, sono state avviate due sperimentazioni dall’Università di Tor Vergata (sul personale sanitario) e dallo Spallanzani (sulla popolazione di Nerola e Contigliano). Stiamo aspettando la validazione scientifica di questo tipo di analisi, che non dà notizie sulla malattia in sé (per quello serve il tampone), ma sul fatto che il soggetto sia venuto o meno a contatto con il virus e abbia sviluppato gli anticorpi. Quando avremo la conferma scientifica avvieremo una campagna a tappeto su tutto il Lazio, vogliamo arrivare a coprire tutta la popolazione”.
L’assessore ha, inoltre, ricordato l’accordo con alcune strutture alberghiere per ospitare i pazienti non gravi che non possono stare presso il proprio domicilio.
In merito “ai 1529 pazienti che stiamo curando a domicilio, per i quali stiamo attivando delle specifiche ‘covid unit’, ce ne saranno 300 in tutta la Regione, per non lasciarli soli – ha continuato l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato -. Stiamo consegnando loro i primi 500 kit per la telesorveglianza, attraverso i quali potranno comunicare non solo le rilevazioni della temperatura corporea ma anche l’ossimetria, un dato importante per valutare le condizioni del paziente”.
Nel corso della video-conferenza i consiglieri regionali del Lazio, nei loro interventi, hanno puntato l’attenzione su tre temi: le difficoltà ancora presenti nella distribuzione sul territorio dei dispositivi, la necessità di procedere rapidamente con la creazione delle covid unit, la necessità di usare tutti gli strumenti a disposizione non solo per circoscrivere la pandemia, ma anche per poter programmare la riapertura delle attività in sicurezza.



