DA MAGGIO NEL LAZIO TEST SIEROLOGICI SU SANITARI E FORZE DELL’ORDINE

Partiranno all’inizio di maggio i test sierologici su operatori sanitari e delle forze dell’ordine. Lo ha spiegato l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato, nel corso della seduta odierna, in video conferenza, della commissione regionale, presieduta da Giuseppe Simeone.
In apertura, proprio il presidente ha ribadito all’assessore la richiesta di avere un piano operativo definito, in maniera da poterlo esaminare e proporre eventuali correzioni. Punto centrale dell’audizione dell’assessore D’Amato è stata la delibera di Giunta, approvata in mattinata, che regolamenta la ricerca sierologica. I test usati saranno prevalentemente due, di natura venosa, “Clio” ed “Elisa”. In alcune situazioni, ad esempio, nelle Rsa, sarà possibile usare anche test con prelievo capillare, più facili da eseguire.
“I test saranno processati – ha spiegato D’Amato – principalmente dalla rete dei laboratori pubblici, che hanno una capacità fra le diecimila e le sessantamila analisi al giorno. A questi si potranno affiancare anche laboratori privati, selezionati dalla Direzione regionale in base a requisiti di qualità. Nella delibera abbiamo anche indicato una serie di specifiche tecniche e di costo per le imprese private che sceglieranno di sottoporre i dipendenti al test in vista della riapertura graduale che partirà il 4 maggio. Indicando un costo standard cerchiamo di svolgere anche un ruolo calmieratore di un mercato che rischia di essere speculativo”. La ricerca, oltre ai soggetti previsti inizialmente, comprenderà anche la polizia municipale, attraverso un protocollo che sarà sottoscritto con l’Anci. “Non ci aspettiamo di trovare tantissimi positivi, che dovranno essere sottoposti al tampone per conferma – ha dichiarato ancora l’assessore – nella sperimentazione che abbiamo fatto, abbiamo rilevato l’1,5 per cento di positivi in più rispetto a quanto accertato con i tamponi. E i primi dati che ci arrivano dagli ospedali, che avevano una scorta di test e hanno iniziato il lavoro, confermano questa tendenza. Questa indagine è importante proprio per capire quanto il virus ha circolato nel Lazio”.
L’assessore D’Amato ha anche toccato altri punti essenziali proprio per gestire la “Fase 2” dell’emergenza. Intanto il graduale ritorno alla normalità per tutti gli ospedali non esclusivamente Covid: “Dal 27 aprile alcune strutture chiuderanno l’accettazione dei casi di coronavirus: si parte dal Pertini, dal San Camillo e dal Grassi”, ha precisato l’assessore. Poi, il potenziamento della rete territoriale, con l’entrata in funzione delle Unità per la continuità assistenziale (Uscar), già avvenuta all’inizio della settimana, che in una prima fase interverranno soprattutto nelle comunità chiuse (case di riposo, istituti religiosi, Rsa) dove si concentra il 65 per cento dei casi.
“Dovremo tenere sotto controllo l’andamento dell’indice di contagio, il famoso R con 0, attualmente intorno a 0,5 – ha spiegato l’assessore – e per fare questo sarà essenziale individuare con rapidità i nuovi casi, in maniera da evitare focolai estesi. Soprattutto a Roma dobbiamo essere più rapidi, abbreviare il tempo fra la segnalazione del medico di base e la diagnosi: non devono passare più di 72 ore, questo è l’obiettivo. Siamo ancora in ritardo, ma con le Uscar e l’aumento dei punti dove fare i tamponi drive-in contiamo di recuperare entro la prossima settimana”. Questa dei tamponi su strada, drive-in, tramite appuntamento con la Asl sembra essere uno dei punti nodali. Altro aspetto importante della strategia regionale, che sarà contenuta in un documento che sarà posto all’attenzione della commissione la prossima settimana, è il potenziamento della app Drcovid, che avrà funzioni di telemedicina. In più tutta serie di misure di carattere “sociale”, dal distanziamento, alla differenziazione delle fasce orarie per le aziende, in maniera da eliminare le fasce di punta per gli spostamenti, all’utilizzo massiccio dello smart working soprattutto nella pubblica amministrazione, agli interventi di sanificazione degli impianti di condizionamento.



