Angolo della Salute

COVID-19 HA ORIGINE NATURALE, LO DICE LA SCIENZA

Le origini del nuovo coronavirus sono ancora sconosciute, ma sono comunque naturali, e il luogo d’origine dell’epidemia potrebbe non coincidere con il suo epicentro. Questi sono tre fatti finora scientificamente accertati sulla nuova epidemia di COVID-19, atti a confutare voci infondate e informazioni errate che circolano in proposito.

1 – COVID-19 ha un’origine naturale. Lo attesta la prestigiosa rivista medica mondiale The Lancet, che in una nota online respinge le affermazioni secondo cui la COVID-19 non avrebbe una genesi naturale e condanna le teorie cospirazionistiche che la collegano a fantomatiche “armi biologiche”. Scienziati di diversi Paesi hanno analizzato i genomi dell’agente causale e “concludono in modo schiacciante che questo coronavirus ha avuto origine nella fauna selvatica, così come molti altri agenti patogeni emergenti”, si legge nella nota. I 27 esperti sanitari hanno affermato che “la condivisione rapida, aperta e trasparente dei dati su questa epidemia è ora minacciata da voci e disinformazione sulle sue origini”.

2 – L’origine della COVID-19 è ancora sconosciuta e non è necessariamente localizzata in Cina. Lo pneumologo di fama internazionale Zhong Nanshan conferma che l’epidemia è apparsa per la prima volta in Cina, ma non è necessariamente nata in Cina. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva chiarito in diverse occasioni che il ricorso alla denominazione COVID-19 per il nuovo coronavirus intendeva evitare l’uso di altri nomi che possono essere stigmatizzanti, come quelli basati sulla collocazione geografica. Secondo un rapporto quotidiano dell’organizzazione dell’ONU, la diffusione del virus è una questione globale e il lavoro per rintracciarne la fonte è ancora in corso.

L’epicentro dell’epidemia e l’origine del virus potrebbero non coincidere. L’influenza “spagnola” del 1918 ha causato tra i 50 e i 100 milioni di vittime in tutto il mondo. Per mantenere alto il morale in tempo di guerra, nei Paesi belligeranti nella Prima Guerra Mondiale furono quindi segnalati meno casi, creando di conseguenza la falsa impressione la Spagna, che rimase neutrale nella guerra, fosse il Paese più colpito. Secondo il libro di Galvin J “Spanish Flu Pandemic: 1918”, fu così che l’epidemia venne chiamata “influenza spagnola”. Tuttavia, non esistono dati precisi che stabiliscano con certezza l’origine di quell’epidemia. Inoltre, il virus dell’influenza A (H1N1) del 2009, che si è protratto dall’inizio del 2009 alla fine del 2010, provocò un gran numero di casi confermati negli Stati Uniti. Ma, secondo l’articolo “Da dove è emerso il virus A (H1N1) dell’influenza A (H1N1) di origine suina del 2009?” pubblicato sul Virology Journal nel 2009, basato sulla ricerca scientifica e il tracciamento dei dati, il virus dell’influenza suina ha completato il suo passaggio dagli animali agli esseri umani in Messico.

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