Angolo della Salute

COMPIE 10 ANNI IL MANIFESTO DEI DIRITTI E DOVERI DELLE PERSONE CON DIABETE

“I diritti di coloro che hanno il diabete sono gli stessi diritti umani e sociali delle persone senza la malattia. Parità di accesso all’informazione, alla prevenzione, all’educazione terapeutica, al trattamento del diabete e alla diagnosi e cura delle complicanze”. Si apre con queste parole “Il Manifesto dei diritti e dei doveri della persona con diabete”, che compie 10 anni e celebra l’anniversario in occasione della giornata mondiale del diabete, che ricorre il 14 novembre in un evento al Ministero della salute.

Il documento, il primo di questo tipo al mondo e che ha ispirato un Carta internazionale nel 2011, è stato promosso nel 2009 da Diabete Italia, Comitato per i diritti della persona con diabete e Italian Barometer diabetes Observatory (IBDO) Foundation e firmato dalle associazioni Agd Italia, Aid, Aniad, Ardi, Diabete Forum, Fand, Fdg, SOStegno70 e da Cittadinanzattiva.

È stato aggiornato nel 2015 e quest’anno non è stato recepito da tutte le Regioni. “In questi anni – dice la senatrice Emanuela Baio, presidente del Comitato per i diritti della persona con diabete – è stato recepito da numerose Regioni, ma non tutte, e il lavoro è ben lungi dall’essere completato, soprattutto sul tema del diritto all’accesso alle cure”.

Ciò che i pazienti chiedono è l’uniformità di accesso “a metodi diagnostici e terapeutici appropriati” e più consapevolezza al lavoro, a scuola, nello sport. “Tante cose erano diverse quando venne presentato il primo manifesto – rileva Concetta Suraci, presidente di Diabete Italia – ad esempio era ancora lontana l’approvazione del Piano nazionale per la malattia diabetica. A ciò si aggiunge l’evoluzione sociale e dell’assistenza”. “Oggi il documento – aggiunge Rita Stara, vicepresidente dell’associazione – è uno strumento di advocacy identitario per le associazioni”. Tra i temi trattati l’età evolutiva, gli anziani, la ricerca e anche l’immigrazione. Si chiede di “facilitare l’accesso al Ssn con la mediazione linguistica e adattare ove possibile, le cure alle usanze di tradizioni culturali e religiose”.

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