COAS MEDICI: “DATI IN MIGLIORAMENTO, MA ATTENZIONE AL PERSONALE SANITARIO E AGLI ALTRI AMMALATI”

“Negli ultimi quattro giorni abbiamo osservato una persistente flessione nel numero di nuovi casi giornalieri di Covid-19 in Italia. Dai circa 6500 casi del 21 marzo, siamo scesi a circa 5000 nuovi casi al giorno, con una attuale stabilizzazione su questi valori. Sembra un effetto dovuto alle nuove restrizioni alla circolazione delle persone, e sembra confermare la validità della scelta”.
È quanto dichiara Alessandro Garau, segretario del CoAS Medici Dirigenti.
“Non ci sono, però, soltanto buone notizie. – aggiunge Garau – Rimane infatti tragico il numero di contagi tra il personale ospedaliero (superiore a 5000); questo dato preoccupante si riferisce a Medici e Infermieri. Sappiamo di molti Colleghi ricoverati nelle Rianimazioni e una trentina di Medici sono già deceduti. Chiediamo una maggiore tutela per quanti, in questi giorni di emergenza, stanno lavorando all’interno degli ospedali a stretto contatto con i malati e, troppo spesso, senza poter prendere le giuste precauzioni. Rischiamo, da questo punto di vista, di pagare un prezzo altissimo al termine di questa crisi. Molti Colleghi hanno lamentato, da diverse sedi in tutta Italia, la mancanza dei Dispositivi di Protezione Individuale adatti alla necessità e, peggio ancora, le disposizioni dei Dirigenti che ne disincentivavano l’uso, per non spaventare gli ammalati”.
“Un altro aspetto – continua Garau – di cui poco si è parlato è quello di chi in questo periodo si ammala a causa di altre patologie. Sembra che gli ammalati abbiano immediatamente sviluppato l’idea che sia meglio star lontani dagli Ospedali. I Colleghi di tutta Italia riferiscono una drastica riduzione sia del numero di accessi in Pronto Soccorso, sia del numero di infarti (a circa la metà), sia del numero di “ictus cerebri”; quest’ultimi chiedono il ricovero in circa 1/3 rispetto al solito. Poiché non sembra verosimile una flessione delle frequenze abituali di queste patologie, è ipotizzabile lo sviluppo dell’idea che negli ospedali ci si possa contagiare, che sia preferibile non recarcisi e curarsi a casa. Probabile che la sfiducia negli Ospedali sia uno degli esiti di questa epidemia”.
“Considerato, inoltre, – conclude Garau – quanto scrivono sui social i Medici Legali e gli Avvocati, sarebbe necessario che si pensasse di sospendere per il periodo dell’epidemia la possibilità di Rivalsa per responsabilità civile dei Medici, considerato lo sconvolgimento delle abituali procedure e consuetudini operative che questi Medici Ospedalieri hanno dovuto affrontare pur di curare ed assistere il maggior numero di persone possibile. Sono situazioni estremamente difficili da gestire, e tutti stanno andando ben oltre le proprie possibilità. Non possiamo lasciare che i Medici siano anche esposti a possibili accuse di inadempienze o imprecisione commesse in questa guerra al virus”.



