domenica , 21 gennaio 2018

A OSTIA GRAZIE A ROMA TRE ARRIVA L’UNIVERSITÀ DELLE TECNOLOGIE DEL MARE

mare

Arriva a Ostia il polo universitario di Roma Tre con il corso di laurea in Ingegneria delle tecnologie per il mare. A presentare oggi presso l’ex Enalc Hotel il progetto del nuovo corso di laurea dell’Università Roma Tre in Ingegneria delle tecnologie per il mare e del polo universitario di Ostia, la Ministra dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, il vicepresidente della regione Lazio con delega all’Università, Massimiliano Smeriglio, l’assessore regionale allo Sviluppo Economico e Attività Produttive Guido Fabiani, e il Rettore dell’Università Roma Tre, Luca Pietromarchi. A quanto reso noto, il progetto di corso, primo in Italia, che partirà con l’anno accademico 2018/19, si svolgerà in collaborazione con il CNR, l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e l’INSEAN (Istituto Nazionale per Studi ed Esperienze di Architettura Navale). La Regione Lazio, tramite l’ente per il diritto allo studio Laziodisu, ha realizzato all’interno della struttura dell’ex Enalc hotel, uno studentato da 60 posti, che saranno disponibili entro la fine di febbraio, oltre alle aule studio. E’ previsto inoltre – ha chiarito la Regione Lazio – un investimento da 8,1 milioni di euro per la realizzazione di un vero e proprio campus universitario comprensivo di strutture e servizi per gli studenti. Come spiegato nel corso della presentazione, il corso di studi coniuga la flessibilità e l’ampiezza di spettro di una laurea in ingegneria industriale, con un orientamento inedito verso le applicazioni in ambiente marino, sia dal punto di vista delle tecnologie industriali per lo sfruttamento delle risorse marine, in primis quelle energetiche, che per la tutela dell’ambiente costiero e lo sviluppo delle relative infrastrutture, in ottica di sostenibilità ambientale e di sviluppo ecocompatibile. Il corso – è stato sottolineato – è quindi in linea con gli indirizzi strategici Blue Growth dell’Unione Europea tesi a cogliere le opportunità di crescita connesse con l’economia del mare. Inoltre, fornirà un’opportunità di valorizzazione del territorio costiero della Regione Lazio promuovendo la naturale vocazione, ancora non pienamente sfruttata, alle attività connesse con l’ambiente marino. In merito agli ambiti di specializzazione ed opportunità di impiego, sono quelli tradizionalmente connessi con l’ingegneria industriale, principalmente nei ruoli di analisi, progettazione, realizzazione, organizzazione e conduzione, ma anche settori connessi allo sfruttamento delle risorse marine ed alla tutela delle coste: risorse energetiche marine rinnovabili (energia eolica, fotovoltaica e dal moto ondoso e dalle correnti marine); ingegneria costiera e portuale (infrastrutture costiere e protezione dei litorali); isistemi robotici autonomi destinati all’utilizzo in ambiente marino; il rilevamento, monitoraggio, analisi e tutela dell’ambiente marino; ingegneria offshore relativa alla realizzazione ed esercizio di strutture marine per lo sfruttamento delle risorse minerali e biologiche ed alle relative attività produttive; la cantieristica, con particolare riferimento alle imbarcazioni da diporto e a ridotto impatto ambientale. “Qui a Ostia vorremmo, in questo magnifico spazio, insieme a tutto il dipartimento di ingegneria di Roma Tre formare gli ingegneri che domani si occuperanno di studiare in che misura il mare può diventare sempre di più fonte di energia attraverso lo studio delle onde, il moto ondoso, i venti, le turbine sottomarine, le piattaforme off shore. – ha detto il Rettore dell’Università Roma Tre, Luca Pietromarchi. – È qui che dovranno venire da tutta Europa a formarsi quegli ingegneri che faranno del mare il nostro futuro energetico. Ostia – ha aggiunto il Rettore – è stata scelta su indicazione alla regione Lazio che ha messo a disposizione uno straordinario spazio come quest’ex albergo Enalc, una struttura alberghiera che ha subito numerose vicissitudini negli anni, adesso si trova in uno stato periclitante e l’università rappresenta il momento di riscatto della struttura. Qui – ha spiegato – pensiamo di portare 100 studenti l’anno per formare una corte complessiva di 500 studenti che verranno a trasformare questo spazio in uno spazio di studio e di ricerca in vista di nuove professionalità”.

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