Angolo della Salute

UN NUOVO AMBULATORIO AL BAMBINO GESÙ PER AFFRONTARE L’USO PROBLEMATICO DI INTERNET

L’ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma inaugurerà un nuovo ambulatorio di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Il servizio, attivato nella sede Baldelli, sarà rivolto a bambini e ragazzi nei quali l’utilizzo di smartphone, tablet, computer, videogiochi, social network o altre attività online assume caratteristiche problematiche o interferisce significativamente con la vita quotidiana.

Nato per affrontare l’uso problematico di Internet e delle tecnologie digitali tra bambini e adolescenti, il nuovo servizio avvierà le prime visite a partire da sabato 3 ottobre dalle 8.30 alle 13.00, nella sede in viale Ferdinando Baldelli, 41. L’accesso sarà possibile esclusivamente previa prenotazione al Cup dell’Ospedale Bambino Gesù, al numero 06.68.18.1, e con prescrizione per una prima visita di Neuropsichiatria infantile.

È questo il contesto che ha portato alla nascita del servizio: dispositivi digitali utilizzati fino a notte fonda, videogiochi e social network che finiscono progressivamente per occupare gran parte della giornata, difficoltà a interrompere la connessione, abbandono delle attività abituali e progressivo ritiro dalle relazioni. Il tutto caratterizzato da un utilizzo sempre più precoce dell’intelligenza artificiale per raccontare problemi personali, chiedere consigli su decisioni importanti o affrontare momenti di solitudine e sofferenza psicologica.

In Italia, secondo i dati raccolti da Save the Children, il 32,6% dei bambini tra i 6 e i 10 anni utilizza lo smartphone ogni giorno, una percentuale quasi raddoppiata rispetto al 18,4% registrato nel 2018-2019. Inoltre, tra gli 11 e i 13 anni, il 62,3% dei ragazzi possiede almeno un account sui social network. L’utilizzo problematico dei social, già a 11 anni, riguarda circa il 15% dei ragazzi e delle ragazze, mentre tra le ragazze di 13 anni arriva fino al 20,5%.

Un’altra indagine di Save the Children condotta sui ragazzi tra i 15 e i 19 anni, rileva che quasi un giovane su tre utilizza l’intelligenza artificiale ogni giorno, e che il 41,8% dichiara di essersi rivolto all’IA in momenti nei quali si sentiva triste, solo o ansioso. Circa il 42%, inoltre, afferma di averla utilizzata per chiedere consigli su decisioni importanti riguardanti relazioni, sentimenti, scuola o lavoro. La disponibilità costante di uno strumento concepito per non esprimere mai giudizi, fa spingere i giovani a preferire l’utilizzo dell’IA piuttosto che rivogersi ai genitori o ai coetanei.

Molte sono le cause di questa nuova situazione. Tuttavia, secondo Stefano Vicari, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Bambino Gesù, uno degli elementi centrali del problema è rappresentato dal meccanismo della gratificazione immediata. In questa fase della vita, infatti, i sistemi cerebrali associati alla ricompensa maturano prima delle capacità di controllo e autoregolazione, rendendo più difficile interrompere attività particolarmente gratificanti.

Smartphone e piattaforme digitali, sottolinea Vicari, sono strumenti progettati appositamente per mantenere elevata l’attenzione dell’utente e indurlo a passarci quanto più tempo possibile sfruttando proprio il meccanismo di ricompensa immediata. Inoltre, similmente a quanto avviene in altre forme di dipendenza, come quella del gioco d’azzardo o dalle sostanze stupefacenti, l’assenza di questi strumenti può portare a vere e proprie crisi di astinenza, accompagnate dalla spasmodica e costante ricerca dello strumento elettronico.

Di fronte a un uso problematico, conclude Vicari, non basta vietare o sottrarre lo smartphone: è importante aiutare bambini e adolescenti a trovare un equilibrio tra attività digitali e altre esperienze della vita quotidiana. Studio, sport, creatività, attività all’aria aperta, amicizie e momenti in famiglia richiedono più tempo, ma favoriscono lo sviluppo dell’autonomia e dell’autoregolazione. Non si tratta, dunque, di demonizzare la tecnologia, ma di impedire che occupi tutto lo spazio disponibile.

Stefano Vecchiarelli

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