SCARPEDIEM; CON PINO AMMENDOLA LE SCARPE FEMMINILI DIVENTANO PROTAGONISTE

“Chi nasce a Napoli viene al mondo con un destino: l’arte del racconto…” così inizia la prefazione di Renzo Arbore per “Scarpediem storie di scarpe straordinarie”, la raccolta di sette racconti scritti da Pino Ammendola, attore, doppiatore, autore teatrale e regista napoletano doc.
Racconti dove le scarpe sono protagoniste, perchè, dice l’Autore “le scarpe sono la piccola macchina per il nostro viaggio quotidiano, sono piene di significato e per un napoletano sono più importanti dell’abito: il vestito potrà essere liso ma le scarpe sempre tirate a lucido”.
Per una donna poi le scarpe rappresentano le sue tante sfaccettature, i suoi umori, le sue passioni.

Con grande sensibilità dunque Ammendola entra nell’universo femminile attraverso le diverse tipologie di calzatura, ma i racconti di fantasia rievocano comunque il suo passato, attraverso un piccolo inquadramento “storico” che ricorda al lettore e forse anche a se stesso quando e perchè il racconto è stato scritto, lasciando la traccia di un percorso di vita.
Ad ognuno dei racconti corrisponde un aforisma che richiama la protagonista della raccolta, la scarpa femminile, scelto con cura come l’elegante confezione che racchiude il libricino, permeato di una nostalgia molto partenopea, di quel particolare vissuto di forti contrasti di emozioni che si esasperano all’ombra del Vesuvio e che nessun napoletano, anche se lontano, perde.
E infatti le pagine riportano l’orma della napoletanità in una parola o in una descrizione, o semplicemente nel modo elegante di narrare le donne con passione mediterranea ed un po’ feticista attraverso stivali, sandali capresi, décolleté e tacchi a spillo.
“La scrittura ti rende amico di qualcuno che non conosci e che non ti conosce, ma condivide con te delle emozioni: internet è l’attualità ma si perde l’intimità nell’immediatezza di un like”afferma Ammendola che con il garbo dell’acuto osservatore riesce a coinvolgere il lettore e a trascinarlo in un percorso immaginario di piccole storie “ che aprono porte segrete e scoprono le orme lasciate dalla vita”.
Daniela Pieri



