Fatti di Roma

SANITÀ, AL GEMELLI CONVEGNO SU DONAZIONE ORGANI A CUORE NON BATTENTE

Roma_Policlinico_Gemelli


La donazione di organi a cuore non battente come strada percorribile anche in Italia per estendere la capacità dei trapianti e salvare vite che al momento attuale non vengono salvate. È stato questo il tema del convegno “Donazione d’Organo a cuore non battente”, organizzato dalla Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, in collaborazione con il Centro di Ateneo per la vita dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e la Società italiana trapianti d’organo, andato in scena stamattina al policlinico universitario Agostino Gemelli.

Al dibattito, hanno partecipato fra gli altri anche il sindaco di Roma, Ignazio Marino, il presidente del Comitato nazionale di Bioetica, Francesco Paolo Casavola, il presidente della Siaarti, Massimo Antonelli e il presidente della Sito Franco Citterio. Un tema, quello della donazione a cuore fermo, d’attualità anche vista la notizia del successo del primo trapianto di cuore da cadavere effettuato in Inghilterra. Proprio del caso ha parlato, da esperto, il sindaco Marino intervenuto al convegno, sottolineando l’importanza di un cambiamento delle norme italiane vigenti in materia: “È di poco fa la notizia che è stato dimesso il primo paziente in europa sottoposto a trapianto di cuore con organo prevelato da una persona deceduta. Questo ci indica come anche nel nostro Paese sia importante cambiare la legge, perché quei 20 minuti di osservazione a cuore fermo non renderebbero possibile qui salvare una vita come quella che è stata salvata in Inghilterra”.

Presente al convegno anche il presidente della Società Italiana Trapianti d’Organo (Sito) Franco Citterio, che sulle prospettive della donazione a cuore non battente anche sul piano legale si è detto “ottimista anche se penso che non arriveremo rapidamente a questo tipo di decisione molto complessa, ciò nonostante potremo trovare delle strade intermedie per raggiungere lo stesso obiettivo”. “Quanto successo in Gran Bretagna – ha detto ancora Citterio – è una dimostrazione che è possibile utilizzare organi da donatore deceduto quando sussistono determinate condizioni irreversibili ed è possibile staccare il paziente dal respiratore: questa è una categoria non ancora prevista dalla legge del nostro Paese. Occorre riflettere e ripensare alcune parti del nostro sistema”. (omniroma)

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