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PAPA FRANCESCO: “LA MESSA NON SI PAGA, E’ GRATUITA”

Papa


La Chiesa ha voluto che la Preghiera Eucaristica che si pronuncia nella messa fosse “nella lingua che la gente capisce, per unirsi a questa grande preghiera con il sacerdote”. Lo ha sottolineato il Papa nella catechesi sulla messa nel corso dell’udienza generale nell’Aula Paolo VI.

Il pontefice ha anche parlato del momento della messa in cui “l’azione dello Spirito Santo e l’efficacia delle stesse parole di Cristo proferite dal sacerdote, rendono realmente presente, sotto le specie del pane e del vino, il suo Corpo e il suo Sangue. Gesu’ e’ stato chiarissimo: ‘questo e’ il mio Corpo, questo e’ il mio Sangue’. E’ Gesu’ stesso che ha detto questo. Non dobbiamo fare pensieri strani, e’ cosi’. E’ il mistero della fede”.

Proprio per questo, aggiunge che “La messa è gratuita, non si paga. Capito! Nella preghiera eucaristica nessuno è dimenticato. E se ho parenti o amici che sono nel bisogno o hanno passato questo mondo e l’altro, posso nominarli in quel momento o scrivere che il nome sia detto? ‘Ah padre ma quanto devo pagare?’ Niente, capito! La messa non si paga, la messa è il sacrifico di Cristo che è gratuito, la redenzione è gratuita. Se vuoi fare l’offerta bene, ma non si paga!”.

“Concluso il rito – aggiunge il pontefice – della presentazione del pane e del vino, ha inizio la preghiera eucaristica, che qualifica la celebrazione della messa e ne costituisce il momento centrale, ordinato alla santa comunione. Corrisponde a quanto Gesù stesso fece, a tavola con gli Apostoli nell’Ultima Cena, allorché ‘rese grazie’ sul pane e poi sul calice del vino; il suo ringraziamento rivive in ogni nostra eucaristia, associandoci al suo sacrificio di salvezza. In questa solenne preghiera, la Chiesa esprime ciò che essa compie quando celebra l’eucaristia e il motivo per cui la celebra, ossia fare comunione con Cristo realmente presente nel pane e nel vino consacrati”.

Il Pontefice passa in rassegna le formule di preghiera contenute nel messale “Sono tutte costituite da elementi caratteristici, che vorrei ora ricordare. Anzitutto vi è il Prefazio, che è un’azione di grazie per i doni di Dio, in particolare per l’invio del suo Figlio come Salvatore, conclusa dall’acclamazione del ‘Santo’, normalmente cantata. E’ bello cantare ‘Santo il Signore’, tutta l’assemblea unisce la propria voce a quella degli Angeli e dei Santi per lodare e glorificare Dio. Vi è poi l’invocazione dello Spirito, affinché con la sua potenza consacri il pane e il vino. L’azione dello Spirito Santo e l’efficacia delle stesse parole di Cristo proferite dal sacerdote, rendono realmente presente, sotto le specie del pane e del vino, il suo Corpo e il suo Sangue, il suo sacrificio offerto sulla croce una volta per tutte. E Gesù in questo è stato chiarissimo. E’ il ‘mistero della fede’ e noi cantiamo una acclamazione”.

“Nel mistero di comunione – spiega ancora il Papa – la Chiesa si unisce all’offerta di Cristo e alla sua intercessione. E’ bello pensare che la Chiesa prega, ora. Quando noi andiamo a messa è per fare questo, chiesa orante. La preghiera eucaristica chiede a Dio di raccogliere tutti i suoi figli nella perfezione dell’amore, in unione con il Papa e il Vescovo, menzionati per nome, segno che celebriamo in comunione con la Chiesa universale e con la Chiesa particolare. La supplica, come l’offerta, è presentata a Dio per tutti i membri della Chiesa, vivi e defunti, in attesa della beata speranza di condividere l’eredità eterna del cielo, con la Vergine Maria e i Santi. Nessuno e niente è dimenticato nella preghiera eucaristica”.

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