Angolo della Salute

MEDICINA ESTETICA: ISTRUZIONI PER L’USO

estetica


La SIME (società italiana medicina estetica) è la terza società al mondo per anno di fondazione e prima in Italia per influenza e longevità, nata nel 1975 dall’intuizione del dott. Carlo Alberto Bartoletti.

“La medicina estetica – affermava Bartoletti – realizza un programma di medicina sociale, preventiva, curativa e riabilitativa al servizio della collettività. Il suo scopo ultimo è la costruzione e la ricostruzione dell’equilibrio psicofisico.”

Da questi presupposti nascono le molteplici iniziative volte alla corretta informazione del paziente, ultima delle quali la stesura di un decalogo dei criteri da seguire per avvicinarsi alla medicina estetica nella maniera più sicura e corretta possibile e fugare le tante polemiche sui trattamenti estetici e gli abusi clinici.

Per coniugare efficacemente bellezza, benessere psicofisico e sicurezza, dice la SIME, occorre tenere presente dieci punti: informarsi bene consultando professionisti certificati; chiedere spiegazioni approfondite e pretendere il consenso informato; verificare che il medico sia specificatamente formato in Medicina estetica; prevenire piuttosto che curare, per attuare i comportamenti migliori da praticare nel corso del tempo; valutare tutte le alternative per gli interventi e scegliere le soluzioni meno invasive; non credere alla bellezza “pronta e subito” e a chi promette miracoli; pretendere la documentazione dei trattamenti effettuati; non dare il risultato per scontato, trattandosi comunque di un intervento medico; spiegare bene allo specialista quale obiettivo estetico si vorrebbe raggiungere e se si può ottenere; non puntare a modelli irraggiungibili, quali quelli di attrici e modelle, spesso irrealistici e frutto di ritocchi fotografici.

 La Medicina Estetica con quest’ultima iniziativa si pone ancora di più nell’ottica della medicina preventiva e correttiva, con lo scopo di educare il paziente alla gestione del proprio patrimonio biologico e alla cura quotidiana del proprio benessere, migliorandone altresì l’assetto psicologico e dimostrando dunque la sua funzione sociale.

Daniela Pieri

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