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LUCHA Y SIESTA LANCIA UNA TAVOLA ROTONDA CONTRO I FEMMINICIDI

’Lucha y Siesta’, nella settimana della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, lancia per giovedì 11 alle ore 17,30 la tavola rotonda ’Femminicidi: la soluzione è politica’, in diretta sulla pagina Facebook della Casa delle Donne, centro antiviolenza e collettivo transfemminista di via Lucio Sestio 10 a Roma. All’incontro parteciperanno: Valeria Valente, senatrice e presidente della Commissione femminicidio del Senato; Maria Monteleone, ex procuratrice aggiunta di Roma e coordinatrice del pool antiviolenza della Procura; Oria Gargano, presidente di Be free Cooperativa sociale contro tratta, violenza e discriminazioni; Mariangela Zanni, consigliera nazionale di D.i.RE.-Donne in Rete contro la Violenza; e un’attivista di Non Una di Meno-Roma. Un evento organizzato alla luce della recrudescenza della violenza di genere in questo primo scorcio del 2021.

“Dall’inizio dell’anno ci sono già stati 16 femminicidi, più di uno a settimana- scrivono le attiviste su una nota di invito all’incontro- Quella dei femminicidi non è un’emergenza, come tuttə noi sappiamo bene, ma l’estrema manifestazione della violenza di genere del patriarcato, che è un fenomeno strutturale dalle radici profonde”.

Nel contrasto alla violenza di genere, “i cambiamenti positivi sono spesso frutto della pratica politica delle organizzazioni femministe, in dialogo con altri movimenti, e delle occasioni virtuose di interlocuzione con le istituzioni- aggiungono- Le associazioni scambiano strumenti e pratiche per trasformarli in rivendicazioni e lotte, consapevoli che la via politica al contrasto alla violenza di genere debba precedere le misure di emergenza e i piani operativi che le istituzioni applicano”.

“Nella crisi pandemica si riducono intenzionalmente le risorse e le libertà delle donne nella sfera pubblica- continua la Casa delle Donne ’Lucha y Siesta’- fino ad oggi sono andati perduti 200mila posti di lavoro e migliaia di percorsi di autonomia si sono interrotti a causa di maggiori e acute discriminazioni di genere, che hanno cancellato gli obiettivi raggiunti fino a poco prima in termini di autonomia e autodeterminazione”.

I centri antiviolenza, ricordano le attiviste, “lavorano con crescenti difficoltà e con minori strumenti per costruire i percorsi di uscita dalla violenza delle donne seguite e non dispongono del necessario appoggio da parte della società e delle istituzioni, dove trovano ancora spazio le dinamiche della violenza e degli abusi. Stereotipi, rivittimizzazione e stigma sono alcune delle dinamiche che intendiamo svelare per costruire un fronte comune che formuli politiche di genere strutturali in grado di intuire il valore delle case delle donne e degli spazi transfemministi, presidi di democrazia e sostegno concreto per costruire gli anticorpi necessari alla cultura che produce il crescente numero dei femminicidi. Questi sono, in estrema sintesi, i motivi per cui abbiamo deciso di costruire questa tavola rotonda- concludono- e darci lo spazio e il tempo per approfondire i temi e delineare nuove strategie possibili”.

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