Fatti di Roma

LA COMUNITA’ EBRAICA CHIEDE DI CACCIARE I RAZZISTI DAGLI STADI

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Ci aspettiamo delle iniziative serie ed incisive dal mondo del calcio e da quello politico istituzionale per debellare il fenomeno non solo dell’antisemitismo. Negli stadi stiamo vivendo delle situazioni in cui un giocatore di colore non può toccare il pallone serenamente perché viene fischiato, il Napoli non può andare in giro per l’Italia se non insultato in quanto esponente della napoletanità, e poi insulti omofobi, quindi il problema è molto più ampio, ci aspettiamo dei gesti concreti da parte delle società di calcio, perché bisogna togliere questa gente dallo stadio”. Così, in una nota, Ruben Della Rocca, vicepresidente della comunità ebraica di Roma, intervenuto a Effetto Giorno di Simone Spetia su Radio 24 sugli insulti antisemiti degli ultras della Lazio. Della Rocca aggiunge: “Non vorrei focalizzare sulla Lazio, ma vorrei allargare, e dire che è un fenomeno che investe il mondo del calcio e gli stadi sono considerati territorio franco, nonostante poi noi passiamo dei controlli per andare allo stadio come quelli si fanno in aeroporto o nelle sedi governative. Non può funzionare più così”. Della Rocca su Radio 24 aggiunge anche: “Sembrerebbe evidente” che le società vivano in parte o del tutto una sorta di ricatto da parte di questi tifosi, “evidente solo osservando il fenomeno. E’ del tutto chiaro perché poi lo vediamo dagli atteggiamenti”. E sottolinea su Radio 24: “Ora succede che c’è stata una seria mobilitazione da parte di tutte le istituzioni, quando il presidente della Repubblica Mattarella interviene in un dibattito come questo e dichiara apertamente che bisogna farla finita con questi fenomeni – è intervenuto lui, la presidente Boldrini, il presidente Grasso, il ministro Lotti – abbiamo sentito finalmente tutte le voci in maniera chiara e distinta”. “Ora se c’è un cambiamento di rotta finalmente è che le istituzioni hanno compreso e capito, e non dev’essere una lotta all’antisemitismo, ma al razzismo tout court, non lo vogliamo più. Mettiamo fuori questa gente dagli stadi il daspo lo danno le società di calcio, non fanno più abbonamenti a questa gente, non si vendono più biglietti a questa gente, basta se la vedranno in tv perché non sanno stare al mondo, non sanno stare con i propri vicini, non sanno gustarsi una partita di calcio, non sanno tifare, perché tifare significa tifare la a propria squadra e non insultare una persona o un tifoso avversario. Basta, ne abbiamo le scatole piene”.

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