IL MEGLIO IN EDICOLA DI LUNEDI’ 16 MARZO 2015
Giubileo, scontro sul commissario Marino: lo faccio io (Mauro Evangelisti)
Braccio di ferro sul commissario per il Giubileo. In Campidoglio hanno rotto gli indugi: lo deve fare il sindaco. Cosa è successo? Ignazio Marino, che ieri ha insediato un «pool Giubileo» di cui fanno parte gli assessori Caudo, Improta, Pucci e Cattoi, si è accorto che attorno a lui sta montando un clima di sfiducia alimentato da una parte del Pd (vedi le dichiarazioni dei parlamentari renziani Anzaldi e Bonaccorsi), che porta alla nomina di una cabina di regia, ma soprattutto all’indicazione da parte del Governo di una figura che si occupi di appalti e gestione dell’Anno Santo. Certo, il commissario romano del Pd, Matteo Orfini, ha frenato con un tweet: «Il Papa indice il Giubileo straordinario della misericordia e il meglio che riusciamo a fare è discutere di chi fa il commissario?». Ma nel Pd il topic «un commissario per il Giubileo» si è gonfiato.
Il renziano Luciano Nobili aveva definito «suggestiva» l’ipotesi di Francesco Rutelli, sindaco ai tempi del Giubileo del 2000, ma il diretto interessato si è chiamato fuori («non ho incarichi pubblici e non voglio averli. Sono pronto a dare una mano come volontario al servizio della mia città»). Certo, può essere un «no tattico», ma ieri ha preso forza una ipotesi differente: quella di Franco Gabrielli, oggi a capo della Protezione civile, pronto a prendere il posto Pecoraro alla guida della prefettura di Roma. Gabrielli è stato capo della Digos nella Capitale e guida la Protezione civile, dunque sa gestire i grandi eventi. Gode della fiducia di Renzi e non è un particolare secondario. «Ci sono due scenari – racconta un parlamentare di maggioranza – Gabrielli diventa prefetto di Roma e gli viene affidato il coordinamento del Giubileo; oppure Gabrielli viene nominato direttamente alto commissario». Se è vero che Gabrielli aspira a diventare capo della Polizia, l’anno e mezzo trascorso a organizzare il Giubileo sarebbe il tempo necessario perché si liberi quel posto.
Tutto perfetto, dunque. Per oggi il segretario regionale del Pd, Fabio Melilli, ha convocato la direzione e i temi all’ordine del giorno riguardano la Regione. Ma si parlerà anche del Giubileo, delle risorse, dei tempi stretti e della necessità di nominare un commissario differente da Marino. E se ne potrebbe parlare anche nell’aula Giulio Cesare, dopo la richiesta energica dell’ex sindaco Gianni Alemanno di convocare un consiglio straordinario sul Giubileo. Intanto, a microfono spento in molti sostengono che il sindaco da solo non ce la può fare: in Campidoglio, a causa degli effetti dell’inchiesta su Mafia Capitale (che comunque non interessa Marino, sia chiaro) ormai tutto è fermo, tra ispettori della Prefettura che visionano gli appalti e timori dei funzionari di compiere un passo falso. Di fronte a questo scenario, è continuata l’azione di disturbo di alcuni parlamentari del Pd come Anzaldi (renziano ed ex portavoce di Rutelli): venerdì, insieme a Lorenza Bonaccorsi, aveva detto che «Roma non è pronta, serve una cabina di regia che affianchi Marino», ieri è stato perfino più pesante: «Sul Giubileo dal Comune di Roma vecchia politica: si parte dalle cifre ma non dai progetti». […]
Paura a Termini tassista samurai armato di katana minaccia un collega (Rory Cappelli)
Nuovi ospedali psichiatrici, rischio commissariamento (Antonio Sbraga)
Mancano 15 giorni alla chiusura dei 6 ospedali psichiatrici giudiziari nazionali e la corsa contro il tempo per aprire le 4 “Rems” sostitutive nel Lazio dal mese prossimo fa paventare un pesce d’aprile alla Regione, impegnata contro il rischio-commissariamento che scatta oltre i termini previsti dalla legge 81 del 2014.
Nella seconda relazione trimestrale del Governo al Parlamento sul «programma di superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari» la valutazione sul Lazio è già una sentenza: «Di fatto non risulta confermato il rispetto dei termini previsti», ha annunciato il Ministero della Salute a Montecitorio il 13 febbraio scorso. Ma, 6 giorni dopo, il presidente Nicola Zingaretti ha firmato un nuovo decreto per la «Rimodulazione del Programma Operativo 2013», con l’«individuazione delle sedi provvisorie e definitive da adibire a strutture sanitarie extra ospedaliere (Rems)».
Una rettifica del decreto 300 del 2013 arrivata a un mese e mezzo dall’attuazione, che ha cambiato in extremis i due terzi delle sedi indicate nel programma stilato 2 anni prima, facendo prolificare sia il numero delle strutture (dalle originarie 3 a 5) che i costi previsti (3 milioni e 126 mila euro in più) per le ristrutturazioni (dai 17 milioni e 705 mila del 2013 a 20 milioni e 831 mila di ora). Trasformazioni osteggiate sia a Palombara Sabina (il Comune ha presentato ricorso al Tar) che a Ceccano (il commissario straordinario ha protestato perché «la decisione non è stata né concordata, né illustrata all’Amministrazione comunale, la cui comunità sarà chiamata a “ospitare” e “convivere” con questa realtà»), 2 delle 4 sedi (le altre sono Rieti e Pontecorvo) con cui sono state sostituite in “zona-Cesarini” le ubicazioni romane indicate nel 2013. […]







