
Bus, treni e ospedali: nuovi appalti all’esame dell’Anticorruzione (Mauro Evangelisti)
Dalla gara regionale per i servizi all’interno degli ospedali che vale 1,3 miliardi di euro all’acquisto di 450 bus del Cotral: l’Autorità nazionale anticorruzione (l’Anac), diretta da Raffaele Cantone, sta ampliando il suo lavoro di verifica sugli appalti della Regione, dopo l’accordo sottoscritto nei giorni scorsi con il presidente Nicola Zingaretti, che ieri ha spiegato: «Siamo assolutamente coscienti che, visti i livelli di denunce e i tentativi di corruzione sul nostro territorio, bisogna prendere sul serio questo tema. Quindi abbiamo pianificato un programma di gare importanti sulle quali lavoreremo con l’Anac, nel nome della trasparenza prima fra tutte la famosa gara per il Cup che finalmente dopo 13 anni deve uscire dal regime di proroga e rimettersi nelle mani della competizione del mercato. Era quella che abbiamo dovuto sospendere perché finita all’attenzione della procura nel corso dell’indagine di Mafia Capitale. Si riparte da lì perché non ci sarebbe trasparenza in un’istituzione che per tredici anni proroga lo stesso servizio. Abbiamo chiuso questa fase definitivamente».
Quali sono le altre gare che saranno passate al setaccio dall’anti corruzione con un controllo preventivo? Detto di quella del Cup, che sarà bandita in questi giorni, la seconda gara interessata è quella per l’acquisto di 450 autobus da parte del Cotral (trasporto extraurbano), che partirà al termine dell’esame della documentazione da parte del’Anac.
Aggiungono in Regione: «Seguiranno le procedure per l’affidamento di servizi in sanità (servizio di piattaforma logistica del farmaco e dei dispositivi medici), nei trasporti (trasporto su ferro Roma-Lido e raddoppio della ferrovia Roma-Viterbo) e nei lavori pubblici (opere di manutenzione degli Ater e di strutture idrauliche del Tevere). Un discorso a parte meritano i lavori di ristrutturazione dei padiglioni del policlinico Umberto I di Roma, per il quale sarà attivato uno specifico gruppo di lavoro».
C’è poi una torta gigantesca, quella della multiservizi, vale a dire la gestione di una serie di servizi all’interno degli ospedali del Lazio: vale 1,3 miliardi di euro. Altri filoni di lavoro: «Sarà attivato anche un avanzato sistema di monitoraggio degli interventi di messa in sicurezza delle scuole per 76,5 milioni di euro.

Comune, la svolta Tari Con il nuovo piano Ama tassa ridotta di 5 euro (Giulia Cerasi – Giovanna Vitale)
Tutti soddisfatti, anche, delle innovazioni che Ama intende introdurre quest’anno: dalle bollette inviate tramite mail all’introduzione dei cassonetti per la differenziata (carta, multimateriale e organico) nelle scuole del Comune.
A deciderlo è stato ieri l’esecutivo capitolino che ha approvato in extremis il piano finanziario dell’azienda dei rifiuti. Una delle delibere propedeutiche che per qualche motivo — c’è chi parla di svista, chi di amnesia, chi di necessità di approfondire — non era stata inserita nel pacchetto dei provvedimenti allegati al previsionale, già all’esame dell’aula Giulio Cesare. Mancanza che poteva travolgere l’itero iter del bilancio, rilevata da alcuni consiglieri e colmata in corner con la convocazione straordinaria degli assessori. Ora la delibera dovrà passare in Commissione Bilancio (lunedì prossimo) e poi essere inserita all’ordine dei lavori dell’assemblea. Un ritardo che «farà slittare di almeno una settimana », calcolano diversi esponenti della maggioranza, «il voto finale sulla manovra».
Tuttavia la diminuzione della Tari non corrisponde a un analogo abbattimento delle spese sostenute dall’azienda per il ciclo dei rifiuti – raccolta e smaltimento – previsti invece in crescita pure nel 2015 (a 793,7 milioni). La discesa si deve piuttosto a «uno straordinario piano di efficentamento dei costi(45,8 milioni) e di recupero dell’evasione (16 milioni)», si legge nel piano finanziario di Ama, che consentiranno di risparmiare quegli 11,4 milioni «corrispondenti ad una riduzione della tariffa media, pari a -1,5% rispetto al 2014». In realtà una goccia nel mare, visto che l’evasione calcolata oscilla ancora tra 87 e 109 milioni di euro.
Con i suoi 8mila dipendenti Ama serve un bacino di 3 milioni di abitanti su un’estensione di oltre 1.200 chilometri quadrati, raccogliendo 1,73 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno. Ma a pesare sul bilancio, c’è anche una voce che non riguarda i romani. «Per l’esercizio delle funzioni di capitale d’Italia, si generano costi aggiuntivi per circa 46 milioni di euro», recita ancora il piano finanziario dell’azienda, «relativi a grandi eventi, cortei, manifestazioni pubbliche, nonché per l’elevato numero di “non residenti” che stabilmente gravitano sul territorio di Roma (turisti, pendolari, stranieri non registrati, studenti fuori sede)».
Obiettivo per il 2015 è aumentare la differenziata del 21% rispetto all’anno scorso, portandola a 135mila tonnellate raccolte. Come? Intanto verrà completato il nuovo sistema di raccolta differenziata (domiciliare e stradale) sui cinque municipi che ancora mancano: I, II, V, VII e XV, con il coinvolgimento di quel milione di abitanti ancora non raggiunti dal servizio.