Angolo della Salute

CHIUSI 53 CENTRI SANITARI DOPO I CONTROLLI DEI NAS

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Nell’ambito delle attività di controllo condotte nel corso del 2019, il comando carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il ministro della Salute, ha intensificato le verifiche sulla regolarità delle strutture e dei centri privati che erogano prestazioni mediche.

Il monitoraggio è stato eseguito su scala nazionale con l’ispezione di 607 studi professionali medici, ambulatori e poliambulatori, che hanno determinato l’accertamento di irregolarità in 172 strutture, pari al 28% degli obiettivi controllati. Complessivamente sono state contestate 341 violazioni penali ed amministrative, deferendo all’Autorità giudiziaria 222 medici e professionisti nel settore sanitario, mentre ulteriori 77 sono stati sanzionati per infrazioni amministrative, per un ammontare di 193 mila euro.

Gli interventi dei Nas hanno anche determinato il sequestro di 1.915 confezioni di medicinali scaduti di validità o defustellati e svariate apparecchiature e dispositivi medici non regolari, per un valore stimato in oltre 103 mila euro. Infine, a causa di gravi ed palesi irregolarità igieniche e strutturali, spesso associate all’assenza autorizzativa e abilitativa dello studio oggetto di accertamento, sono stati eseguiti provvedimenti di chiusura o sospensione dell’attività nei confronti di 52 strutture sanitarie, il cui valore economico ammonta a oltre 16 milioni di euro. In particolare, il nucleo carabinieri Nas operante presso l’Agenzia italiana del farmaco, Aifa, ha individuato e deferito alla Procura della Repubblica di Roma 11 medici chirurghi ortopedici per aver effettuato, in regime privatistico, illeciti interventi chirurgici di “lipofilling articolare”.

Gli accertamenti hanno consentito di appurare l’erogazione, presso una clinica della Roma, di oltre 100 trattamenti che venivano realizzati inoculando tessuto adiposo del medesimo paziente in un sito anatomico differente, pratica medica considerata terapia medicinale avanzata, ma nel caso specifico applicata in totale assenza di autorizzazione e di protocolli clinici approvati.

Sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria dai Nas di Salerno la titolare di un centro estetico, privo di autorizzazione, e un medico chirurgo, ritenuti responsabili in concorso per aver erogato prestazioni di medicina estetica ricorrendo, in più occasioni, anche all’uso di medicinali scaduti di validità. Sequestrata l’intera struttura e 70 confezioni di farmaci altrimenti destinati alla somministrazione ai clienti. È stato individuato dai Nas di Palermo un centro polidiagnostico, convenzionato anche con il Ssr, risultato carente dei minimi requisiti sanitari necessari per il funzionamento.

Deferito all’Autorità giudiziaria il titolare e disposta l’immediata cessazione dell’attività. Nel corso di un’ispezione ad un centro estetico, il Nas di Bologna ha riscontrato che la titolare, sebbene priva di titoli, svolgeva attività riservate al medico estetista ed all’infermiere. Sequestrati 3 confezioni di farmaci ad azione anestetico-topico e aghi ipodermici, e 10 apparecchiature ad uso estetico prive delle previste dichiarazioni di conformità rilasciate dal costruttore. La stessa titolare è stata denunciata per esercizio abusivo della professione sanitaria.

A conclusione di specifici accertamenti a contrasto dell’abusivismo nel settore sanitario, sono state individuate tre cliniche di medicina estetica, tra Ancona e Firenze, nelle quali venivano erogate prestazioni di chirurgia estetica invasiva superando le limitazioni imposte dalle concessioni autorizzative dell’Autorità sanitaria, non applicando le linee guida di corretta pratica clinica oppure svolgendo interventi in sedazione profonda, determinando, in alcuni casi, lesioni ai pazienti. Nei medesimi contesti, i Nas hanno eseguito sequestri di farmaci, anestetici o di esclusivo uso ospedaliero, anche scaduti, apparecchiature mediche, elettrocoagulatori, e documentazione clinica relativa alle prestazioni eseguite. Le risultanze hanno determinato il sequestro preventivo di una struttura, l’emissione di un provvedimento di cessazione dell’attività medica per un secondo centro ed il deferimento all’Autorità giudiziaria per 4 medici chirurghi.

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