Angolo della Salute

AL GEMELLI IL FOCUS SULLA NEUROCHIRURGIA ALLA LUCE DELLE NUOVE TECNICHE ECOGRAFICHE

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“L’ecografia è il ‘terzo occhio’ del medico: rappresenta un valido supporto nelle procedure invasive, per esempio guidando il medico nell’esecuzione corretta delle infiltrazioni alla mano, minimizzando i rischi della procedura. È quanto sostengono i ricercatori coordinati dal professor Luca Padua, docente di Neurologia all’Università Cattolica, Responsabile dell’Unità Operativa ‘Neuroriabilitazione ad Alta Intensità’ della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs e Referente Scientifico della Fondazione Don Carlo Gnocchi, sulla base della lunga esperienza nel campo dell’ecografia del nervo e sulla base di numerosi studi pubblicati su diverse riviste scientifiche. La summa di queste evidenze scientifiche è stata pubblicata in forma di lettera sulla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine, redatta dal professor Padua e dai dottori Daniele Coraci e Claudia Loreti (Fondazione Don Gnocchi)”. Lo rende noto l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
“L’ecografia è un valido strumento per lo studio di diverse strutture corporee, incluso il sistema nervoso periferico. In questo caso, – prosegue la nota – l’esecuzione dell’ecografia richiede una notevole esperienza da parte del medico, ma permette di valutare, in modo incredibilmente preciso e in maniera non invasiva, la morfologia delle strutture esaminate. In questo modo, si possono ottenere importanti informazioni in caso di neuropatie. La letteratura scientifica mondiale è ricca di evidenze relative alle potenzialità di questa metodica. Nel caso di interventi chirurgici, l’ecografia può essere usata per conoscere bene la condizione anatomica del nervo e delle strutture circostanti in fase pre-operatoria, ovvero ‘a cielo chiuso’. Questo permette di pianificare l’intervento con maggiore sicurezza, conoscendo e preparando le procedure da attuare. Questo approccio è utile nei casi di ricostruzione chirurgica o nei casi di anestesia locale, dove il nervo è la struttura target per ottenere una anestesia efficace. Riguardo quest’ultima procedura se eseguita ‘alla cieca’, essa può risultare inefficace (quando il posizionamento dell’ago da anestesia è errato) o provocare effetti collaterali (legati per esempio a una somministrazione dell’anestetico in un vaso). Ogni anno i traumi dell’arto superiore sono oltre un milione e la corretta esecuzione di un intervento, talvolta, risulta essenziale per migliorare la qualità di vita di un paziente. Da questo si comprende la necessità di usare tutte le armi a disposizione del medico per garantire la migliore riuscita dell’operazione. In questo contesto, si pone l’ecografia. Sul New England Journal of Medicine, il gruppo del professor Padua sottolinea che questa metodica è in grado di ‘vedere’ anche strutture nervose molto piccole a livello della mano, scoprire la presenza di eventuali anomalie strutturali (come decorsi irregolari di nervi o vasi sanguigni) e comprendere le relazioni anatomiche tra un nervo e le strutture a esso vicine, come i muscoli. Attualmente, l’utilizzo del supporto ecografico in questo tipo di interventi è limitato solo ai centri altamente specializzati in quanto ancora di recente introduzione e richiede un’elevata esperienza da parte del medico. L’auspicio è che sempre di più ci si avvalga di questa metodica nello svolgimento di operazioni neurochirurgiche agli arti”.

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