mercoledì , 21 febbraio 2018

A TOR BELLA MONACA ANCORA CHIUSO L’AMBULATORIO DI MEDICINA SOLIDALE

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Sono stati sei mesi duri questi ultimi, appena trascorsi. Mesi in cui noi tutti abbiamo sperato nella forza del dialogo, nell’evidenza delle ragioni, nel rispetto dei diritti.

Ma purtroppo hanno prevalso il  torpore della coscienza, la cecità dell’anima,  uno stato che  Alex Zanottelli una volta definì “cocoon”. Ci sono esseri  “umani” che si autocondannano a vivere in un  bozzolo.

Quel modus che in termini più comuni si definisce “vivere nella bambagia”.

E’  comprensibile che davanti alle difficoltà l’uomo si incarceri nel suo bozzolo, che non voglia più guardare fuori, che si sottragga alle sue responsabilità, che sfugga alla complessità del reale.  Possiamo comprenderlo.

Ma se questo stato perdura nel tempo fino a diventare un costume abituale, o peggio assume il carattere del parassitismo non può essere più accettato, specialmente se ad essere coinvolte sono persone che hanno incarichi pubblici e svolgono un servizio rivolto a tutelare il bene comune.

In questo caso bisogna denunciare con forza che se questa è la condizione queste persone devono andarsene e lasciare l’incarico che ricoprono ad alti capaci di assumere le proprie responsabilità a vantaggio dei più deboli e non a loro danno.

La Medicina Solidale è ancora chiusa a Tor Bella Monaca , non in un quartiere qualsiasi ma a Tor Bella Monaca.

Abbiamo offerto ogni tipo di soluzione, dalla sede alternativa da noi individuata  al camper pagato a nostre spese. Nulla. Non vogliono farci riprendere come Servizio Pubblico ma regalarci al mero ruolo di “volontari”.

Questo non è accettabile perché non esclude noi dal Servizio sanitario nazionale, ma i pazienti che per status a quel servizio non riescono ad accedere. E gli italiani sono moltissimi in questa condizione.

E allora dobbiamo dirlo con forza che il dialogo non è approdato a nulla perché migliaia di persone restano ancora senza diritto alla salute, tra cui donne in gravidanza bambini anziani fragili. E dobbiamo gridare che questa una vergogna che non sarà più accettata. Spiegheremo ai cittadini italiani e ai non italiani che non esiste alcun interesse per la loro salute, specialmente se appartengono a fasce sociali fragili.

Spiegheremo che a Roma non è più garantito il diritto alla salute sancito dall’art. 32 che assicura “cure gratuite agli indigenti” e che dovranno stare bene attenti quando andranno a votare a scegliere rappresentanti che non tradiscano il mandato a loro affidato una volta raggiunte le sedi del potere.

Lo faremo ogni giorno da qui al 4 marzo. Questo è l’impegno che la medicina solidale si assume a Tor Bella Monaca mentre  iniziamo e proseguiamo altri cammini nella città di Roma.

Lucia Ercoli

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