STOP ALLO SGOMBERO DI VIA DEL CARAVAGGIO, PREFETTURA E COMUNE PROSEGUONO IL MONITORAGGIO

Il dopo Salvini, a Roma, parte dall’emergenza abitativa con lo stop agli sgomberi degli immobili occupati abusivamente. In particolare, avrebbero avuto le ore contate le palazzine occupate di via del Caravaggio, nel quartiere di Tor Marancia, a sud della Capitale.
Invece, “non c’è uno sgombero imminente su niente. Si respira un buon clima, nuovo e di grande fiducia per il lavoro che dovremmo fare. L’interlocuzione con il prossimo governo sarà molto importante per costruire le condizioni necessarie a gestire il problema dell’emergenza abitativa a Roma e di intesa con il Comune vorremmo procedere in questo modo”. A dirlo l’assessore all’Urbanistica della Regione Lazio Massimiliano Valeriani, uscendo dalla Prefettura, al termine del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si è riunito in Prefettura alla presenza, anche, della sindaca di Roma Virginia Raggi. Insomma, una frenata, dopo l’accelerazione impressa, nell’ultimo anno, dal quasi ex ministro dell’Interno.
L’obiettivo del comitato, precisa una nota congiunta di Prefettura e Comune di Roma è “effettuare una ricognizione riguardo il lavoro di monitoraggio degli occupanti presenti presso l’immobile situato a via del Caravaggio per assicurare soluzioni assistenziali a tutte le fragilità registrate dal censimento. La riunione – spiega la nota – si inserisce in un percorso concordato sin dal dicembre 2018 con la Procura della Repubblica di Roma per dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Roma n.21347/2017, con la quale il Ministero dell’Interno, a partire dal provvedimento di sequestro preventivo, è stato condannato ad un risarcimento mensile di oltre 260.000 euro, e, dal giugno di quest’anno, ha visto pignorare i propri fondi per 23 milioni di euro. Nei prossimi giorni proseguirà il lavoro di monitoraggio che sarà effettuato, oltre che dal comitato, anche da un apposito gruppo tecnico per accompagnare, step by step, il piano degli interventi assistenziali posto in essere da regione Lazio e Roma Capitale”. Per quanto riguarda lo sviluppo delle attività “sarà garantito – conclude la nota – un costante aggiornamento all’Autorità giudiziaria e all’Avvocatura dello Stato per la tutela erariale del ministero dell’Interno”.
Sono almeno 11.000 le persone che a Roma vivono in occupazioni abusive. Si calcola infatti che siano un’ottantina circa gli stabili che nella Capitale sono in questa condizione. Campidoglio, Regione Lazio, organizzazioni di inquilini e associazioni di volontariato hanno sempre chiesto che però prima degli sgomberi si trovino soluzioni abitative alternative per gli occupanti. Secondo un recente censimento a via del Caravaggio abitano non meno di 270 persone. Gli abusivi che occupano le palazzine, nel quartiere di Tor Marancia, si stavano preparando a resistere allo sgombero “con ogni mezzo necessario”. Ad annunciarlo erano stati gli stessi abusivi con uno striscione che campeggia su una delle facciate dell’edificio: “Se provate lo sgombero vi daremo filo da torcere”. Quindi, con il rischio che si potesse ripetere la guerriglia andata in scena a luglio scorso in occasione dello sgombero dell’ex scuola di via Cardinal Capranica. Ma, all’ordine del giorno ha sottolineato ancora l’assessore Valeriani “non c’è più questa frenesia di procedere. Per domani mattina non c’è alcun tipo di intervento. Siamo confidenti che il nuovo scenario produrrà anche un cambio di sensibilità e di approccio su questo tema, che a Roma ha dimensioni non paragonabili a nessun’altra città”.
Inoltre, l’assessore ha ricordato che “la Regione Lazio ha messo 1 milione di euro nel patto per la sicurezza. Siamo l’unica Regione che ha messo risorse, perché senza non c è nessuna soluzione credibile. Il ripristino della legalità non va mai scisso dal tema dell’umanità e della fragilità delle persone. Non c’è un intervento di ripristino della legalità se non si danno alternative alle persone che stanno in quella condizione. Dunque – ha concluso l’assessore – di intesa con il Comune di Roma e gli altri enti produrremo un programma nei prossimi giorni”. Soddisfazione da parte dell’Unione Inquilini, che ora chiede delle politiche abitative. “Il rinvio dello sgombero delle famiglie di via del Caravaggio è sicuramente una scelta responsabile che apprendiamo al termine del vertice tra Prefettura, Regione Lazio e Comune di Roma”.
Afferma in una nota Silvia Paoluzzi della segreteria di Roma Unione Inquilini. “Segno della possibile inversione di rotta data dal nuovo Governo che – aggiunge – si sta costituendo in queste ore, al quale ora però chiediamo con forza di inserire nel programma un punto sulle politiche abitative, tema sul quale è impossibile continuare a rinviare. La coscienza che il tema della casa, non può essere rimandato alla sicurezza e che è diritto di tutti i cittadini ad avere un tetto sulla testa, deve tornare tra i punti di una classe dirigente che voglia veramente un Paese inclusivo. Ora ci aspettiamo che il Comune di Roma continui sulla strada della partecipazione. Finalmente le parti sociali possano costruire con l’amministrazione delle strade percorribili verso delle politiche abitative strutturali. Una nuova stagione in cui governo, Regione Lazio, Comune di Roma possano collaborare ascoltando i bisogni dei cittadini e le organizzazioni per – conclude Paoluzzi – pianificare una rigenerazione urbana significativa e necessaria”.



