Fatti di Roma

SOCIALE: A COLLOQUIO CON EMILIANO SCIASCIA, IL PRESIDENTE DEL IV MUNICIPIO

4to municipio


Il IV Municipio (ex V) si estende su un’area di 4915,24 ettari tra le vie Collatina, Nomentana e Tiburtina, ed è traversato dal fiume Aniene.

Nei 23 quartieri che lo costituiscono risiedono 187.000 abitanti con età media tra i 45 ed i 49 anni: una piccola città nella città dunque, nella cui realtà insiste anche la Casa Circondariale di Rebibbia.

Il Municipio ospita i campi nomadi di Salviati 1 e Salviati 2 e i Rom della Martora che recentemente hanno occupato aree Cotral e FFSS .

Abbiamo chiesto al Presidente Emiliano Sciascia e all’Assessore ai Servizi Sociali Maria Muto di delinearci la vita di questa comunità che sono stati chiamati a gestire dopo le recenti elezioni amministrative.

Le strutture di cui il Municipio dispone consistono in:

2 case famiglia con 13 posti ed una lista di attesa di 43 persone

1 centro diurno con 30 posti

2 centri diurni per anziani di cui uno per anziani fragili

233 persone sono in assistenza domiciliare diretta con una liste di attesa di circa 100 utenti

66 cittadini sono in assistenza domiciliare indiretta con 9 persone in lista di attesa

220 sono gli alunni che usufruiscono di sostegno nelle scuole.

Indubbiamente non sono numeri alti rispetto alla popolazione, ma il Presidente lamenta la mancanza di copertura finanziaria che nella previsione per i progetti sociali del suo Municipio dovrebbe corrispondere a circa 475.000 euro senza i quali non è possibile rendere funzionante il Piano Regolatore Sociale che riguarda altresì la mediazione culturale e la L.285 per la tutela dell’infanzia.

Sciascia è critico anche sulla riforma della L.355 (assistenza domiciliare) elaborata dall’ex Assessore Belviso in quanto sostiene che questa ha comportato un aumento dei costi ed una valutazione rielaborata in senso troppo restrittivo del concetto di invalidità: ”persone che erano considerate gravi si trovano ad essere rivalutate di medio grado” afferma ”con conseguente rimodulazione dell’assistenza”. La sua idea prevederebbe l’intervento su macroaree: minori, anziani, disabili, accoglienza, all’interno delle quali offrire servizi diversificati.

Altro obiettivo del minisindaco sarebbe quello di trasformare il sostegno economico alle persone in borse lavoro (ne hanno previste 40 nel Piano regolatore Sociale) ma ancora una volta l’attuazione non è possibile per mancanza di fondi.

Per quanto riguarda i campi nomadi e le difficoltà che creano ai residenti ( costante la presenza di fumi tossici da combustione) Sciascia sostiene la necessità di ripristinare la legalità dopo le occupazioni abusive, ma lamenta anche la scarsa attenzione data ai campi che “dovrebbero essere superati creando campi più piccoli in tutta la città e favorendo cosi l’integrazione”.

L’Assessore Muto ribadisce la linea di azione del Presidente sottolineando di avere contatti costanti con l’Assessore alle Politiche Sociali e Sussidiarietà Cutini e di averla portata a conoscenza dell’ impossibilità di continuare a gestire i progetti dell’area sociale in assenza di ulteriori finanziamenti e dunque chiedendo un’ integrazione fin dal mese di settembre, ma evidentemente le sue segnalazioni non sono state recepite nella loro gravità: è di ieri infatti la notizia della chiusura del Centroanchio e dei 30 disabili lasciati senza un punto di riferimento per la loro problematica.

Al Presidente e all’Assessore riconosciamo la buona volontà, consigliandoli però di trovare formule diverse per farsi dare ascolto da un Campidoglio insensibile.Ci auguriamo che i minisindaci possano essere ascoltati da Marino più delle associazioni cittadine.

Daniela Pieri

 

Tags

Articoli correlati

Back to top button
Close