OGGI SCIOPERO DEI TRASPORTI. I SINDACATI: “ISTITUZIONI PASSINO AI FATTI”

I lavoratori dei trasporti sono oggi in sciopero a Roma, nel Lazio e in tutto il territorio nazionale per tutti i settori, mentre il 26 luglio ci sarà lo sciopero per il comparto aereo.
Lo sciopero è stato indetto da Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti che si ritroveranno, a partire dalle ore 10, al sit-in organizzato davanti al Ministero delle Infrastruttutre e Trasporti.
A Roma e in tutto il Lazio, il fulcro della protesta si concentra in quattro ore, dalle 12.30 alle 16.30. In questo arco di tempo, sono a rischio i servizi di metropolitana, autobus di superficie, tram, ferrovie, oltre al servizio extraurbano gestito da Cotral.
“‘Rimettiamo in moto il Paese’ – scrive in una nota la CGIL di Roma e del Lazio – è la richiesta avanzata dalle segreterie nazionali dei trasporti per una politica che punti al rafforzamento delle infrastrutture e dell’intermodalità, nonché a maggiori investimenti, occupazione, sicurezza e a regole chiare contro la contrazione salariale. Molte realtà grandi e piccole sono in sofferenza e il settore dei trasporti ne risente in modo drammatico. A Roma e nel Lazio i 134mila addetti del settore (circa 12.800 nelle attività ferroviarie, circa 20.000 nel tpl, circa 45mila nel trasporto aereo, circa 3mila tra portuali e marittimi, circa 50mila tra merci, trasporto privato e taxi) chiedono che si passi dalle parole ai fatti e che le promesse, a tutti i livelli, diventino cantieri, diritti, posti di lavoro e condizioni di trasporto migliori per tutti i pendolari”.
“Chiediamo che Regione e Comune facciano la loro parte – continua la nota di Cgil di Roma e Lazio -. Il progetto di investimenti costruito dalla Regione Lazio con Ferrovie dello Stato è sicuramente una scelta importante che va nella giusta direzione ma servono altri investimenti ed è necessario che la Regione rivesta un ruolo di raccordo tra tutti i soggetti in campo a partire dagli enti locali. Il Pums della città di Roma, che sta proseguendo il suo iter di approvazione, è un inizio dopo anni di attesa, ma il rischio che si tratti ancora di parole vuote è grande: è indispensabile riprendere il confronto con tutte le parti in causa e impegnare i fondi con un cronoprogramma dettagliato che trasformi i progetti in opere, riaprendo i tavoli di ‘Fabbrica Roma’”.



