OGGI ALLA CAMERA L’INCONTRO SU “PENA DI MORTE E I BAMBINI VITTIME INVISIBILI”

Si terrà oggi alla Camera dei Deputati alle ore 16,30 l’incontro su “La 17a Giornata Mondiale contro la Pena di Morte: I bambini, vittime invisibili”. Intervengono Roberto Rampi, membro dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, Antonio Stango, presidente FIDU–Federazione Italiana Diritti Umani, Eleonora Mongelli, vicepresidente FIDU–Federazione Italiana Diritti Umani. È previsto l’intervento telefonico di Vida Mehrannia, moglie di Ahmadreza Djalali, medico e ricercatore iraniano condannato a morte in Iran e padre di Amitis (16 anni) e Ariyo (7 anni).
Da 17 anni, ogni 10 ottobre, si celebra la Giornata Mondiale contro la Pena di Morte, per mostrare al mondo la realtà di questa pratica inumana e degradante. Da allora molti Stati l’hanno abolita o hanno adottato una moratoria delle esecuzioni, ma essa è ancora in uso in 55 Paesi. Quest’anno, il movimento abolizionista ha voluto focalizzare l’attenzione sui diritti negati a quei bambini i cui genitori vivono nel braccio della morte o che sono stati giustiziati. È noto ormai che le vittime della pena di morte non siano solamente i condannati, ma anche tutti gli individui che in modi diversi sono coinvolti nell’esecuzione, come il personale medico e paramedico, gli psicologi, i familiari. Spesso dimenticati, però, tra le vittime nascoste della pena di morte, vi sono i figli di genitori condannati, i quali portano per tutta la vita un pesante carico emotivo e psicologico che può rappresentare una violazione dei loro diritti umani. Questo trauma può verificarsi in ognuna delle fasi della pena capitale: il processo, la condanna, la permanenza nel braccio della morte, la data di esecuzione, l’esecuzione stessa. I sentimenti ripetuti di speranza, delusione e angoscia, che possono accompagnare tutte queste fasi, hanno un impatto a lungo termine, che si protrae anche nell’età adulta. Inoltre, la stigmatizzazione da parte della comunità, insieme alla perdita di un genitore per mano di uno Stato, contribuisce a generare una condizione di profonda instabilità in cui il bambino è costretto a vivere.
In occasione del trentesimo anniversario dell’adozione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia (20 novembre 1989), e in considerazione del clima internazionale, caratterizzato purtroppo anche da segnali preoccupanti provenienti da alcuni Paesi, la FIDU, membro della Coalizione Mondiale Contro la Pena di Morte, chiede alla comunità internazionale che venga fatto un maggiore sforzo per tutelare i bambini ed i loro diritti umani e che non si arrestino le azioni a favore di una giustizia che rispetti sempre i diritti e la dignità umana.



