GIOCO D’AZZARDO, CCIAA: ROMANI SPENDONO 6 MLN L’ANNO, 1.400 EURO PRO CAPITE
I romani spendono come consumo lordo in gioco d’azzardo 6 miliardi l’anno con una spesa pro capite di 1.412,13 euro, un fenomeno diffuso soprattutto in periferia. Questi i dati della ricerca presentata oggi dalla Camera di Commercio di Roma in via de’ Burro’ dal titolo “L’impatto del gioco d’azzardo sulla domanda di beni e servizi e sulla sicurezza urbana. Il fenomeno dei Compro oro e business collegati” dal presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, da Monsignor Enrico Feroci, Direttore della Caritas Diocesana di Roma, Maurizio Fiasco, sociologo e Presidente Alea e consulente della Consulta nazionale Antiusura, insieme a al segretario generale della Cciaa Roma, Pietro Abate.
La ricerca confronta sul territorio nazionale la distribuzione dei Compro Oro e delle sale d’azzardo e, in particolare, anche la situazione sul territorio romano: il centro storico ha il “primato” dei Compro Oro (46) e 16 sale dedicate all’azzardo. Macchinette più diffuse, appunto, invece in periferia: al primo posto Appio Tuscolano (38) con 32 Compro Oro. I municipi che presentano corrispondenza tra i due fenomeni sono: XIII, V, e XV mentre i Municipi I (Centro storico) e XII (Gianicolense) presentano una sproporzione per la prevalenza, nel primo, di punti di Compro Oro e nel secondo di sale da gioco. Secondo la ricerca, “in un territorio cosi’ vasto come il Municipio I si registra una popolazione residente di soli 201.496 abitanti con una più cospicua popolazione ‘di passaggio’. Da qui la prevalenza dei Compro Oro mentre per le Sale da gioco dedicate, decisamente inferiori rispetto alla popolazione, va ricordata una recente deliberazione di Roma Capitale che e’ intervenuta a limitarne fortemente l’apertura all’interno del perimetro delle Mura Aureliane”.
“Lo studio che oggi abbiamo presentato segnala purtroppo relativamente al gioco d’azzardo e alle attività legate al gioco d’azzardo ma anche alle attività dei Compro oro. Questa crescita ha coinciso con la crisi economica e si è localizzata nelle parti della città soprattutto periferiche e semi periferiche già interessate da un disagio sociale derivante dalla crisi stessa. Questa diffusione – ha detto Tagliavanti – ovviamente ha alcuni effetti indiretti: prima di tutto quello di sottrarre reddito soprattutto alle fasce più basse, risorse che potrebbero essere usate per il consumo, il risparmio o i servizi. Dall’altra parte alcuni episodi di cronaca ci dicono che spesso queste attività sono scelte anche dalla malavita per entrare in alcuni territori e cominciare a controllare alcune attività di tipo economico. Quindi il fenomeno non é di per sé criminale, anzi è regolato dalla legge, ma dal punto di vista sociale ed economico la sua grande crescita ci costringe a fare una riflessione e sarà una riflessione di tutti gli organismi che si occupano in termini sociali e regolativi di questo fenomeno. Un primo impegno é stato quello di segnalare una trasformazione che e’ avvenuta all’interno del sistema economico. Nel periodo di crisi c’è accelerazione di un fenomeno che e’ esploso, ovvero abbiamo assistito all’esplosione delle attività del gioco di azzardo del Compro Oro. Fenomeni che ci sono sempre stati a Roma ma la crisi ha dato un’accelerazione e questo e’ un ulteriore elemento di osservazione. Sicuramente deve cambiare qualcosa nella legislazione per l’abuso di questo tipo di attività. Credo che molto si dovrebbe fare e si potrà fare sul terreno educativo, nelle scuole e nelle famiglie”.




