LE MISURE ALTERNATIVE AL CARCERE FONDAMENTALI CONTRO IL SOVRAFFOLAMENTO
La riforma del sistema carcerario è una criticità di cui si ha la consapevolezza da anni ma che solo recentemente, con dei tempi un po’ lenti a dire il vero, sta diventando una necessità: è ormai sempre più evidente che un individuo che entra in carcere deve seguire un percorso diverso, più riabilitativo, che garantisca un pieno reinserimento nella società e gli permetta di non essere più un ex detenuto ma qualcosa di più.
Per fare questo serve riformare l’intero sistema, sia a livello strutturale che concettuale, sotto tutti gli aspetti compreso quello della tutela della salute per un adeguato sostegno fisico ma anche, e soprattutto, psicologico; abbiamo la fortuna di avere una classe medica, e per tutti gli altri tipi di assistenza, ottima e con migliaia di professionisti del terzo settore e volontari pronti a dare una mano.
Non ci resta che darci da fare, sembrerebbe. Perché ora ne abbiamo anche in mezzi, o quanto meno la possibilità di iniziare, grazie all’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della riforma dell’ordinamento penitenziario che ha deciso di puntare ed incentivare la nascita di strutture per detenuti a fine pena o di detenzione alternativa, specializzate nel formare il soggetto per un nuovo lavoro, e in generale alla vita dopo il carcere. Non si può non ammettere che un bel passo in avanti è stato fatto ma ora c’è da rimboccarsi le maniche perché la strada da percorrere è lunga e complicata.
Pietro Proietti




