Religioni

CHIESA, PAPA FRANCESCO: “GESU’ NON VIENE PER PUNIRE MA PER SALVARCI”

Papa Francesco


Dio non ha mandato il suo Figlio nel mondo per punire i peccatori ne’ per annientare i malvagi. A loro e’ invece rivolto l’invito alla conversione affinchè, vedendo i segni della bontà divina, possano ritrovare la strada del ritorno”, queste sono le parole e l’argomento che nell’udienza generale di oggi, a San Pietro, Papa Francesco ha voluto affidare alla coscienza dei 40 mila fedeli venuti da ogni parte del mondo e che erano presenti stamattina.

Il centro della catechesi di oggi sono stati sicuramente i peccatori, ai quali rivolge degli avvertimenti aiutandosi con il racconto di Giovanni Battista incarcerato e ucciso, con Gesù che cerca di fargli recapitare un messaggio, poiché il Battista “soffre e nel doppio buio, quello della cella e quello del cuore non capisce questo stile e vuole sapere se è proprio Lui il Messia, oppure se si deve aspettare un altro. Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!”. Gesù ci mette in guardia “su un particolare pericolo: se l’ostacolo a credere sono soprattutto le sue azioni di misericordia, ciò significa che si ha una falsa immagine del Messia”.
“Questa – ha sottolineato il pontefice – è la risposta di Gesù. Qui diventa chiaro l’intento del Signore Gesù: Egli risponde di essere lo strumento concreto della misericordia del Padre, che a tutti va incontro portando la consolazione e la salvezza, e in questo modo manifesta il giudizio di Dio. I ciechi, gli zoppi, i lebbrosi, i sordi, recuperano la loro dignità e non sono più esclusi per la loro malattia, i morti ritornano a vivere, mentre ai poveri è annunciata la Buona Notizia”. “E questa – ha scandito – diventa la sintesi dell’agire di Gesù, che in questo modo rende visibile e tangibile l’agire stesso di Dio. Impegniamoci dunque – conclude Papa Francesco – a non frapporre alcun ostacolo all’agire misericordioso del Padre, ma domandiamo il dono di una fede grande per diventare segni e strumenti di misericordia”.

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