CERCIELLO REGA AVEVA DIMENTICATO L’ARMA, I MILITARI APPOSTATI NON HANNO SENTITO LE URLA

Non era armato il vice brigadiere Mario Cerciello Rega nel corso del servizio notturno in cui ha perso la vita tra giovedì e venerdì scorso. La sua pistola è stata trovata successivamente nell’armadietto della stazione Farnese, dove lavorava. È questa la principale novità emersa dalla conferenza stampa presso il comando provinciale dei Carabinieri di Roma. A riferirlo è stato il comandante Francesco Gargaro, che ha spiegato: “Non aveva con sé l’arma quella notte, l’aveva dimenticata e Dio solo sa perché. Con sé aveva solo le manette”. Al momento dell’aggressione quindi, l’unico che avrebbe potuto sparare era il collega Andrea Varriale, che però non ha usato l’arma “sia per motivi disciplinari, poiché non si può usare l’arma in ogni situazione, sia perché non c’è stato tempo”, ha chiarito Gargaro.
Le ricostruzioni fatte dagli inquirenti di quegli attimi concitati hanno
confermato che nelle vicinanze di via Pietro Cossa, nel quartiere Prati, dove è
avvenuto l’accoltellamento, erano presenti quattro pattuglie in divisa che non
hanno avuto tempo d’intervenire poiché l’aggressione è stata rapida e si è
svolta in pochissimi istanti. Le urla di Cerciello Rega, colpito con un
coltello 11 volte secondo il referto dell’autopsia, “non sono state udite da
altri che dal Varriale”, il quale ha dato l’allarme quando i due aggressori
erano già in fuga. Inizialmente, le ricerche degli inquirenti si erano
concentrate su due maghrebini poiché così aveva riferito Sergio Brugiatelli,
vittima del furto e della richiesta d’estorsione da parte dei due americani,
nel primo interrogatorio. Brugiatelli aveva cercato di depistare le indagini
poiché, essendo coinvolto nelle attività di spaccio, tentava di non essere
associato ai fatti. Il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia ha precisato che
Finnegan Elder Lee, uno dei due americani fermati, aveva portato con sé il
coltello per paura e per difendersi in caso di colluttazione. Inoltre, quando i
due hanno appreso, sempre nel corso dell’interrogatorio, della morte di un
pubblico ufficiale “Natale Hjorth inizialmente ha chiesto: ‘ma è morto? È
proprio morto?’. Finnegan Elder Lee invece, ricordo, che ha versato qualche
lacrima”, ha concluso D’Elia.



