Fatti di Roma

SOCIALE; CARD.VALLINI: “CARITÀ’ E GIUSTIZIA ANTIDOTI PER LA CRISI”

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“Carità e giustizia sono come madre e figlia: non può esserci pienezza di giustizia senza carità. La carità supera la giustizia e la completa nella forma del dono e del perdono ed è il dono più grande che Dio abbia dato agli uomini. Se la dimensione del dono non entra nelle relazioni interpersonali, l’uomo si impoverirà dando vita ad un’economia mercantile basata sul concetto di giustizia commutativa, di mero scambio, senza più alcun riferimento alla logica del dono e alla reciprocità”. Con queste parole il cardinale Agostino Vallini è intervenuto in occasione del convegno sul rapporto fra giustizia e carità organizzato dalla Caritas diocesana di Roma e tenutosi ieri mattina presso la Pontificia Università Lateranense.

L’azione pastorale della Caritas di Roma, spiega il direttore monsignor Enrico Feroci, non si limita esclusivamente ad aiutare coloro che vivono in situazioni di disagio, ma ad educare l’intera comunità a prendersene cura secondo principi di giustizia e carità.

Tali principi, spiega il direttore, possono essere definiti tra loro complementari in quanto “la giustizia non può non rendersi conto che ha bisogno della carità, mentre allo stesso tempo i diritti fondamentali di ciascuna persona essendo sacri ed inviolabili devono essere rispettati non per carità ma per giustizia”.

Dello stesso parere l’economista Stefano Zamagni il quale, dopo aver tracciato un breve excursus sulle origini dell’attuale crisi economica riconducendone le cause al recente avvento della globalizzazione e della rivoluzione tecnologica, afferma che “in una società in cui le disuguaglianze sociali stanno divenendo endemiche, prodotte cioè dalla società stessa, la giustizia senza carità è cieca, mentre la carità senza giustizia è sorda e ciò vale a dire – continua l’economista – che la giustizia senza la carità si trasforma in giustizialismo, mentre la carità senza la giustizia non è che puro buonismo”.

Chiaro dunque il messaggio. Giustizia e carità rappresentano due principi diversi uniti in un connubio indissolubile, l’unica vera ricetta contro quella che il poeta Marco Guzzi definisce in chiusura di dibattito “la crisi antropologica del genere umano”. Tale crisi, secondo lo scrittore, non sarebbe altro che una “crisi di crescita” in cui l’uomo, che per secoli ha puntato all’affermazione della propria identità – sessuale, nazionale, religiosa – cerca oggi di rapportarsi verso l’altro non più attraverso la separazione e la contrapposizione, ma “correlandosi nella fatica della relazione con il prossimo”.

“Ed è proprio alla Chiesa che spetta oggi – ha continuato il poeta – il compito di guidare l’uomo verso l’annuncio della salvezza” affiancando alla più riconosciuta e riconoscibile azione “assistenziale” un tipo di azione più prettamente “spirituale” che lo avvicini alle strutture della Caritas non solo per ottenere un pasto caldo in caso di malessere fisico, ma per abbandonarsi alla fede in caso di crisi spirituale al fine di ritrovare il “vero senso della vita”.

 Francesca Berti

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