SOCIALE; TAGLI ALLE MENSE SCOLASTICHE, LA RIVOLTA DELLE LAVORATRICI
“Non permetteremo che il risparmio sul costo pasto incassato dal Comune venga pagato dai lavoratori“ con questo imperativo hanno incrociato le braccia oggi circa 1500 lavoratori delle mense scolastiche romane appartenenti ai sindacati Cisl Fisascat, Cgil e UiluCs.
Dopo aver tirato avanti per mesi l’appalto scaduto con le vecchie aziende fornitrici, il Comune di Roma – commentano le sigle sindacali – in extremis ed in modo frettoloso a gennaio ha effettuato il cambio del capitolato giocando al ribasso e non curandosi di assicurare le condizioni contrattuali ed economiche dei lavoratori relativamente alle nuove società subentrate.
Niente più riconoscimento della malattia né retribuzione festività, azzeramento di parte della tredicesima e della quattordicesima, spostamenti arbitrari ed illegittimi, assunzioni al di sotto del parametro minimo contrattuale: questo il risultato per gli addetti alle mense, che avrà una ricaduta anche sulla salute e la qualità della vita dei bambini di asili, elementari e medie comunali, perché si sa, a costi ridotti corrisponde qualità ridotta e dunque scadente.
Per il momento i nostri figli rischiano di vedersi bloccate in parte le attività scolastiche a causa di questa situazione: famiglie costrette a dover organizzare un pranzo al sacco a bambini anche piccolissimi e/o costringerli a pasti freddi in pieno inverno, disagi e nervosismo che non giovano a nessuno: ancora una dimostrazione di disinteresse per Roma da parte della Giunta capitolina.
Da una recente indagine dell’Istituto di ricerca Datamedia sul gradimento dei primi cittadini italiani risultano crollare i consensi per Marino, terzultimo nella classifica dei sindaci più amati d’Italia…chissà perché.
Daniela Pieri




