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SANITA’: INAUGURATO NUOVO REPARTO NEONATOLOGIA AL SAN GIOVANNI: WEBCAM NELLE CULLE

S. GIOVANNI, INAUGURATO NUOVO REPARTO NEONATOLOGIA -FOTO 5


Osservare il proprio bambino appena nato, mentre è ancora nella culla dell’ospedale, ripreso da una webcam accessibile da casa con smartphone o Ipad. È una delle possibilità offerte del nuovo reparto di Neonatologia dell’ospedale San Giovanni – Addolorata di Roma, inaugurato stamattina dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dal direttore generale della struttura Ilde Coiro. Un’opera da 1,8 milioni di euro, finanziata dalla Regione con fondi per 1,3 milioni della Protezione civile regionale per la parte strutturale e oltre 500.000 euro per le attrezzature necessarie. Nei suoi 750 mq di superficie, al piano terra del Presidio ospedaliero San Giovanni, il nuovo reparto offre due sezioni di degenza suddivise per intensità di cure: la T.I.N. (comprensiva di terapia intensiva e sub-intensiva neonatale) con 16 incubatrici di ultima generazione, e la Neonatologia con 9 culle. Tra le due aree è presente una Control room di monitoraggio intensivo, in grado di rilevare e segnalare tempestivamente le minime variazioni dei parametri vitali e garantire un tempestivo intervento da parte dell’equipe. Curata anche la distribuzione architettonica degli spazi, soprattutto quelli destinati all’accoglienza e al rapporto madre-figlio. Una “banca del latte umano donato”, inoltre, garantirà la quantità di latte necessaria ad alimentare i piccoli le cui mamme non hanno latte a sufficienza, già da diversi anni. Previsto per il San Giovanni anche un programma di ammodernamento edile, impiantistico e tecnologico per rendere funzionali le nuove realizzazioni.
Soddisfatto Zingaretti, che ha dichiarato: “Oggi è una giornata importante per la sanità del Lazio, apre un reparto d’avanguardia al San Giovanni ed è ancora più importante, dopo la giornata di ieri, quando il governo ha approvato i piani operativi. Sta prendendo corpo una nuova visione della sanità del Lazio, che ricostruisce le reti di cura all’interno delle reti ospedaliere, e individua nella sanità del territorio il luogo di prima cura per il malato”. Quindi, ha aggiunto, “in ospedale ci si deve andare quando si ha bisogno e non per tante partologie per le quali si è costretti ad andare in ospedale perché non c’è un’alternativa. Prima era solo una nostra idea, poi sono diventati i nostri piani operativi, ora sono i piani del governo”. Per Coiro, in riferimento alla morte nel giugno 2012 del piccolo filippino Marcus De Vega, nato prematuro e ricoverato nel reparto di neonatologia dell’ospedale, a cui fu iniettato per presunto errore del latte in vena al posto della soluzione fisiologica, “il reparto si rinnova anche alla luce di quell’evento avverso. Tuttavia la progettazione era già partita da qualche anno: la realizzazione dell’opera era terminata un anno fa. Col mio arrivo ho completato l’ammodernamento tecnologico in pochi mesi. Si tratta di un reparto all’avanguardia perché è dotato delle nuove tecnologie”. Riguardo alla struttura, ha specificato: “C’è una parte di subintensiva e una parte di terapia intensiva neonatale dove arrivano bambini che nascono non solo prematuri ma con gravi patologie. È necessario quindi che la tecnologia sia sofisticata e nel reparto c’è una control room che consente in tempo reale di intervenire sui parametri vitali dei bambini”. La novità delle webcam nelle culle, invece, “è un’idea per rendere il reparto più umano e più a misura di mamma e di bambino. Non solo le telecamere per vedere il bambino tramite smartphone e tablet, ma c’è anche una sala allattamento, una per i genitori”. La banca del latte materno, infine, “che già esisteva, noi la incentiviamo così come incentiviamo la pratica dell’allattamento al seno”.

(foto: Omniroma)

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