SANITÀ: DAL GEMELLI TRE PROGETTI PER L’INTEGRAZIONE OSPEDALE-TERRITORIO
La strada per raggiungere l’obiettivo dell’integrazione ospedale-territorio e realizzare la continuità assistenziale, passa per la costruzione di una rete di servizi ospedale-territorio per proteggere gli anziani fragili e un network di telecomunicazioni per facilitare le valutazioni clinico assistenziali in un’ottica di continuità assistenziale.
Tre sono i progetti volti al raggiungimento della meta “integrazione”, alcuni in corso altri in fase di realizzazione, che il Policlinico universitario Agostino Gemelli ha presentato nel corso della tavola rotonda “La rete ospedaliera e l’integrazione con il territorio” organizzata nell’ambito del convegno “Gli Ospedali Universitari e il processo di cambiamento del Servizio sanitario nazionale”, promosso dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica e dal Gemelli.
Al convegno sono intervenuti questa mattina il rettore dell’Università Cattolica, Franco Anelli, il sindaco di Roma, Ignazio Marino ed il governatore del Lazio e commissario alla Sanità regionale, Nicola Zingaretti.
Uno dei progetti presentati è ‘il Piano di Assistenza Individuale’. Si tratta di un modello organizzativo con una duplice valenza: favorire l’integrazione ospedale territorio in una prospettiva multidisciplinare e contrastare il fenomeno dei ricoveri ripetuti, contenendo inefficienze in termini di spese e costi elevati.
Il progetto si rivolge in particolare ai “soggetti-fragili” quindi ai soggetti anziani “complessi” portatori di polipatologie cronico-degenerative e/o non autosufficienti. Il piano si sviluppa in tre fasi: presa in carico del paziente in fase acuta, valutazione entro 24 ore dall’ammissione al ricovero, per identificarne il possibile fabbisogno assistenziale nella fase post-acuta di dimissione e, terzo, la definizione del Piano di Assistenza Individuale, che contiene le caratteristiche del setting assistenziale (domiciliare, residenziale etc), l’eventuale redazione della documentazione necessaria per la richiesta di ausili e/o protesi e il programma di formazione-addestramento per i familiari e i care giver.
Elemento imprescindibile per il successo del piano: l’attivazione di percorsi clinico-assistenziali per la fase post-acuta di carattere domiciliare (ADI), in strutture residenziali o semiresidenziali (Rsa, Centri diurni Aizheimer con letti sollievo etc).
Per questo il Policlinico ha già realizzato e sta sviluppando accordi con l’Azienda Territoriale, strutture private, comunali e regionali per l’inserimento del paziente nel setting individuato (tra cui Io Smom, Sovrano Militare Ordine di Malta). Mentre è affidata al personale del Policlinico la pianificazione del contatto con gli uffici competenti e il supporto dei paziente e dei familiari nel percorso assistenziale, garantendo tutte le soluzioni alternative alla permanenza in ospedale.
Un secondo progetto e’ volto, invece, a proteggere gli “anziani fragili”: il “Codice argento”, il cui fattore decisivo è la tempestività della presa in carico. Il progetto consiste in una rete di servizi di collegamento tra ospedali e territorio coordinata da figure professionali specializzate (geriatra e case manager) per la valutazione di un percorso dedicato e l’individuazione del setting assistenziale più appropriato.
Infine, un terzo progetto presentato ha come scopo quello di facilitare i percorsi assistenziali sfruttando le tecnologie informatiche. lI progetto prevede, attraverso la realizzazione di un network di telecomunicazioni che vede coinvolti paziente, medico di medicina generale e ospedale, la possibilità per i medici di famiglia di accedere alla cartella clinica digitale del proprio assistito, facilitando e conoscere le modalità di dimissioni e le informazioni cliniche rilevanti, facilitando le conseguenti valutazioni clinico assistenziali dei pazienti.
Questi ed altri progetti simili, saranno strumenti utili “a favorire il passaggio da un insieme di singoli ospedali ad un sistema ospedaliero integrato – ha sottolineato Giorgio Casati, dirigente amministrativo del Policlinico A. Gemelli – in grado, attraverso il modello a rete, di moltiplicare i punti di accesso per il cittadino nella fase di riconoscimento del bisogno e di trattamento delle patologie più diffuse”.
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