Giovani e Scuola

PROTESTA DEGLI STUDENTI IN CAMPIDOGLIO: “PIÙ SICUREZZA SUI MEZZI”

Andare e tornare da scuola con i trasporti pubblici, durante la pandemia, deve essere fatto in sicurezza. Questo è quello che chiedono i ragazzi e le ragazze della rete degli studenti medi che ieri pomeriggio, con musica e striscioni, sono scesi in piazza del Campidoglio. “Atac ascolta sennò sarà rivolta”, “Sicurezza e diritti, Atac ascoltaci”, “Abbonamenti e biglietti, al Covid non ci pensi?”, queste le scritte sugli striscioni esposti dai ragazzi. Alla manifestazione presente anche Sabrina Alfonsi, presidente Municipio Roma I.

“Sono in piazza con i ragazzi perché bisogna far capire che la scuola è una priorità, l’istruzione è una priorità. Noi avremo problemi seri con i ragazzi di oggi che saranno adulti di domani perché stanno vivendo una sofferenza che è molto più alta di quello che sembra in questo momento – ha spiegato Alfonsi -. Sono qui perché penso che gli enti locali devono dare una risposta concreta. I ragazzi hanno chiesto un’ interlocuzione con Atac e Atac non gliela sta dando. Penso che sia responsabilità della sindaca ma anche dei presidenti per cui noi ci siamo messi a disposizione per facilitare questa interlocuzione e provare a dare delle risposte vere. Queste linee che sono state messe, le line ‘S’, in realtà sono delle linee inutili perché non pubblicizzate, perché non stanno nei luoghi giusti. Credo che la sindaca dovrebbe convocare i ragazzi, metterli intorno a un tavolo, e capire veramente come Roma può dare una risposta ai propri giovani e ai propri studenti. Spero, visto che Mario Draghi ha detto che una delle prime cose è la scuola e addirittura di prolungarla, che sia in grado anche attraverso il ministro che prenderà in mano la situazione di interagire con gli enti locali perché diano una risposta anche loro”, ha concluso.

Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio VIII, ha aggiunto che “sono qui in piazza insieme a studentesse e studenti per ribadire una questione che abbiamo sollevato da mesi anche dai municipi, dalle istituzioni di prossimità con il polso della ripartenza della scuola sul territorio e le criticità che emergevano. La priorità del ritorno in classe dei ragazzi e delle ragazze della nostra città non è stata accompagnata con la dovuta attenzione da parte delle istituzioni capitoline sia in termini di comunicazione che di effettiva implementazione del servizio di trasporto pubblico – ha spiegato Ciaccheri -. Questa è solamente una delle questioni che abbiamo sollevato nel corso di questi mesi ma è determinante di fronte all’emergenza Covid per quelli che sono poi gli effetti che stiamo registrando in questi giorni di aumento dei contagi. Se sono stati fatti dei potenziamenti non sono stati sufficientemente comunicati. Se non sono stati fatti oggi le scuole non sono ancora nelle condizioni per potersi sentire sicure che l’emergenza didattica, educativa che abbiamo in questo momento nel nostro paese è stata accompagnata da tutte quante le istituzioni competenti con l’attenzione che serviva, e quindi oggi sarebbe importante che la sindaca di Roma e l’Assemblea capitolina prendesse atto di questa esigenza e che desse un segnale alle studentesse e agli studenti di Roma”, ha concluso.

Daniele, studente del Liceo Pacinotti Archimede, ha spiegato che “siamo qui sotto al Campidoglio per chiedere un investimento e una progettualità sulla mobilità pubblica. Dalla fine della fase uno della pandemia dicevamo e urlavamo con forza che si doveva tornare a scuola. Anche i dati ammettono che la scuola come luogo fisico non è un luogo di contagio. Però indubbiamente la scuola muove una città. Il problema principale dei contagi è sui trasporti – ha sottolineato -. Noi abbiamo deciso di fare questa piazza dopo le segnalazioni di centinaia e migliaia di studenti che ci hanno detto le loro problematiche al rientro: autobus affollati, tratte non potenziate nell’orario di uscita scaglionato. Noi siamo convinti che il lavoro della Prefettura sia stato un buon lavoro ma non basta. Serve un ridisegnamento delle linee per collegare i centri nevralgici soprattutto periferici con le scuole. C’è bisogno di un monitoraggio costante tramite la sinergia con gli istituti secondari di istruzione superiore, e soprattutto noi chiediamo l’apertura di un tavolo di confronto con le istituzioni del comune di Roma per dire e riportare di volta in volta i problemi e le proposte che vengono dalla rete degli studenti medi”, ha concluso.

Articoli correlati

Back to top button
Close