Fatti di Roma

“MAGAZZINO N. 18 – LE FOTO”: IMMAGINI E RACCONTI DEGLI ITALIANI D’ISTRIA, DI FIUME E DELLA DALMAZIA”

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“Magazzino n.18 – le foto” è il titolo di una bellissima raccolta di foto e testimonianze che raccontano quel magazzino del Porto Vecchio di Trieste dove furono ammassate le vite degli esuli istriani e dalmati costretti ad abbandonare le loro case dopo il trattato di Parigi del 1947, con il passaggio di Istria e Dalmazia alla Jugoslavia.

A rompere il silenzio su questa pagina dolorosa della nostra Storia è stato nel 2013 Simone Cristicchi con la canzone omonima e a seguire con lo spettacolo teatrale scritto assieme al giornalista Jan Bernas, lo stesso Bernas che ha voluto fissare nelle immagini gli interni del fabbricato tuttora chiuso al pubblico, che conserva intatti gli oggetti appartenuti a circa 300 mila famiglie italiane in fuga.

Gli scatti di Bernas vanno dritti al cuore e cosi è nell’intenzione dell’autore: “Il mio cuore ha scelto di sapere e testimoniare, perché anche voi possiate gridare forte: conosco il tesoro di -res derelictae- che si nasconde nel Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste”.

La coautrice del libro è anche lei giornalista, Carla I. E. Cace, ed ha corredato ogni singola immagine di una testimonianza: “Donne e uomini che danno voce piena al grido silente degli scatti di Bernas”. Dice Cristicchi nella prefazione al libro: “Le bellissime fotografie sono frammenti di emozioni, istantanee di un dolore ancora vivo nella memoria di un popolo stuprato”.

Attualmente per accedere al Magazzino 18 occorre un permesso speciale e dunque a maggior ragione gli scatti hanno la funzione di introdurre virtualmente il lettore in quel “luogo della memoria” che doveva essere un deposito temporaneo ed è invece diventato un cimitero di quotidianità spezzate da ciechi eventi politici e mai più recuperate.

Le foto sono struggenti così come le testimonianze che le affiancano (alcune di personaggi noti come Missoni, Pamich, Benvenuti) scelte con cura meticolosa, con una partecipazione emotiva assolutamente palpabile. Un libro di nicchia curato nei minimi particolari, un piccolo pezzo di quella storia contemporanea che da soli undici anni ha ottenuto riconoscimento: il 10 febbraio, “Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata”.

Daniela Pieri

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