LUDOPATIA: IL GOVERNO IMPONE LE SLOT MENTRE UN ROMANO SU 100 E’ DEPRESSO PER VIA DEL GIOCO
Il casinò diventa un casino. Il Senato approva le nuove regole per le slot machine nei locali, ma con una norma – approvata con un emendamento al decreto Salva Roma della senatrice Federica Chiavaroli (Nuovo Centrodestra) – limita i poteri degli enti locali in tema di lotta alla diffusione della ludopatia. Più precisamente Comuni o Regioni che si dotano di norme restrittive contro il gioco d’azzardo, qualora diminuiscano le entrate dell’erario, subiranno tagli ai trasferimenti per l’anno successivo. Un assurdità! Il Ceis di Don Mario Picchi ha denunciato invece da tempo l’impatto devastante delle slot sulla Capitale.
Infatti, un romano su 100 soffre di depressione a causa di situazioni connesse al gioco d’azzardo. Su una scala di mille persone invece, ben 140 hanno tentato la via del suicido per la disperazione. Come detto sopra sono numeri impietosi quelli che emergono dall’indagine realizzata dal Centro Italiano di Solidarietà di Don Mario Picchi sul tema delle dipendenze dal gioco nella Capitale.
L’indagine condotta a partire dal 2011 fino al mese di aprile 2013, grazie all’attività svolta dal CEIS in tutta la città e sui pazienti del Centro di Recupero San Carlo nell’ambito del programma “Rien ne va plus”, ha evidenziato che 2/3 dei ludopatici provengono da Roma, mentre 1/3 dai Castelli. L’età media delle persone che hanno chiesto aiuto è di 45 anni, anche se ci sono dei casi border-line di under 25 e over 75. La proporzione tra i due sessi è di tre uomini per una donna, anche se sono tante donne che hanno intrapreso il percorso di riabilitazione interrompendolo prima della fine.
Un dato di fatto è che al centro non si rivolgono di certo dei disoccupati: un terzo è rappresentato da pensionati, un terzo da impiegati, un terzo da liberi professionisti. Tutta gente che sperpera le proprie buste paga nella propria dipendenza. La fascia di reddito comprende persone che guadagnano dai 10mila ai 25mila euro l’anno. Il gioco che dà maggiormente assuefazione è la slot machine.
L’offerta di giochi che fanno parte del vasto parco dell’azzardo, va moltiplicandosi di giorno in giorno: giochi online, applicazioni per smartphone, nuove macchinette. Una serie infinita di trappole che finiscono con l’invischiare i giocatori. L’unico modo per non permettere alle persone di finire nella ragnatela del gioco d’azzardo è fare tanta prevenzione. Fino ad ora ci si è limitati ai Pronto Soccorso, dove spesso si rivolgono i ludopatici che arrivano in preda a gravi crisi depressive (non è raro che tentino il suicidio). La prevenzione sul tema dei rischi connessi al gioco d’azzardo è ad oggi ampiamente insufficiente, stagnante, poco dinamica ed efficace rispetto alle seducenti pubblicità che invitano a giocare.
il direttore




