Fatti di Roma

LA SOFFERENZA NON VA IN FERIE

L’estate è sempre stata sinonimo di vacanze, libertà, trasgressione e divertimento, ma alla ribalta delle cronache di questi tempi difficili, a parte gli squallidi gossip dei più o meno noti, c’è la triste realtà quotidiana della sopravvivenza.

Di pochi giorni fa i blitz della Guardia di Finanza alle Case di Riposo dove agli anziani soli e abbandonati a se stessi venivano somministrati farmaci scaduti, cibo mal conservato e trattamento da lager.

Recentissima anche la notizia della disabile abbandonata in casa dalla madre a Tor Bella Monaca e salvata dai Carabinieri.

Storie di ordinaria follia estiva? No, piuttosto storie di una miseria reale che si concretizza anche in un impoverimento morale tale da assumere i connotati del disinteresse totale e della quasi bestialità.

”Sono stufa di accudire mia figlia” ha dichiarato con ingenuità la madre della disabile: ma quanto avrà chiesto aiuto ai Servizi Sociali e alla ASL questa povera donna, quante volte si sarà sentita chiudere le porte in faccia rimanendo sola con il suo fardello da oltre 40 anni, prima di giungere all’abbandono?

E gli anziani parcheggiati nelle Case di Riposo che somigliano troppo spesso a brutte anticamere della morte più che a luoghi di serenità e accoglienza, che colpe hanno da espiare, se non quella di non aver capitalizzato nel corso della vita un “tesoretto” tale da consentire il pagamento di una badante o di un luogo dignitoso e rassicurante?

E ancora tutti i barboni, i malati psichiatrici e i diseredeati che vagano nelle strade sotto il solleone non sono sempre e comunque esseri umani da aiutare? Come sempre è il Volontariato a muoversi, perché la macchina burocratica della P.A. è lenta, farraginosa, spesso latitante e comunque non per tutti.

Caritas e Acli ancora una volta in prima fila per tendere la mano ai bisognosi dunque, perché il volontariato non prende vacanze, per fortuna.

L’estate è quel periodo dell’anno in cui si slatentizzano depressioni, si vive maggiormente la solitudine, si soffre il disagio della temperatura che sconvolge i normali bioritmi e modifica l’agire: e così lasciare un disabile chiuso in casa , un bimbo nell’automobile o una donna stesa in terra per un malore diventa possibile ,nel sopore delle coscienze….non è la trama di un film horror ma una realtà raccontata giorno dopo giorno in questa Città, in questo Paese di “vecchi” dove paradossalmente essere anziano vuol dire troppo spesso essere di peso ed emarginato, dove la   povertà induce ad annullare l’amore materno al punto di vendere al mercato del sesso la propria figlia, dove si passa accanto a chi sta morendo sul marciapiede girando la testa dall’altra parte per la paura di essere intaccati nella propria piccolissima individualità.

Estate dunque: caldo torrido e voglia di mare, intolleranza esasperata e piccoli egoismi alle stelle… il buon esempio lo dovrebbero dare le Istituzioni, perché come nelle migliori tradizioni è dall’esempio che nasce l’educazione al rispetto e all’altro da sé, ma così non appare: altri interessi, beghe e contrasti partitici non lasciano spazio ai fragili, paria senza identità se non quella del disagio costante di vivere.

Abbiamo bisogno di fatti e non di parole, di gente e non di comunicati stampa, di cuore e non di burocrazia sterile, per ora ancora una volta tutto ciò lo offrono solo e soltanto le Associazioni di Volontariato,”aperte per ferie” e come sempre al dolore e alla sofferenza.

Aspettiamo il risveglio della coscienza collettiva: svegliati Roma!

Daniela Pieri

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close