IL RIENTRO A SCUOLA A ROMA SEGNATO DA SCIOPERI E PROTESTE

Ieri mattina nella Regione Lazio gli studenti sono rientrati in classe, ma non tutti. Non solo per la percentuale ridotta, ma anche perché alcuni di loro hanno deciso di manifestare per un ritorno in sicurezza.
Le scuole, chiuse dal 5 novembre, hanno riaperto le porte. Il rientro è stato concesso per una percentuale minima del 50 per cento di studenti e massima del 75. Ma al Miur alcuni di loro hanno organizzato una manifestazione in forma di protesta. Quello che chiedono gli studenti è tornare a scuola sì, in presenza, ma soprattutto in sicurezza.
“La vostra incompetenza è la nostra guerra. Studente respira” e “Generazione in rivolta, riprendiamoci la scuola” sono i due striscioni che gli studenti hanno affisso davanti al ministero dell’Istruzione. Alcuni rappresentanti degli studenti sono stati ricevuti dai dirigenti amministrativi: “L’amministrazione non può fare niente e può soltanto far eseguire le direttive dello Stato”, ha spiegato un rappresentante degli studenti al megafono. “Ci hanno detto di andare alla Regione e presentare le nostre richieste. Non mi sembra una risposta giusta e tollerabile. Saremo sotto le sedi istituzionali per continuare questa nostra protesta. Non ci hanno fatto parlare con un ministro. Le scelte prese da questo ministero, sono disastrose – ha aggiunto -. Noi continueremo a mobilitarci e a protestare. La nostra mobilitazione continuerà la prossima settimana alla Regione Lazio, perché il ministero dell’Istruzione non è l’unico responsabile di questa situazione”, ha concluso.
Ma c’è anche chi ieri mattina è regolarmente entrato in classe: “Vengo da abbastanza lontano, fuori dal raccordo anulare. Devo prendere trenino, metro e anche un autobus. Sui mezzi c’era la distanza, ma erano presenti anche molte persone, ma credo dipenda anche dall’orario visto che siamo entrati alle dieci”, ha spiegato Sofia, studentessa del liceo Cavour di Roma. “Abbiamo deciso di entrare perché siamo al primo anno, quindi volevamo tornare, e volevamo vedere se realmente le misure di sicurezza si sarebbero rispettate. E devo dire che i professori sono attenti e che dentro le mura scolastiche ci fanno rispettare le regole, poi chiaramente fuori tocca a noi rispettarle o meno”.
Francesco invece ha raccontato che le manifestazioni degli altri studenti “non erano contro il rientro ma con il rientro e i dovuti sistemi di sicurezza per la prevenzione anti Covid. Noi siamo rientrati normalmente come prima ma l’entrata della scuola è piccola e non si può prevenire il Covid così. Molti di noi vengono da fuori Roma, e i mezzi stamattina erano abbastanza pieni”. Per Matteo, anche lui come Francesco e Sofia studente del liceo Cavour, che viene da Labaro “prendere i mezzi è abbastanza complicato. Il treno passa poco e quando passa è pieno. Mio padre mi ha accompagnato alla metro più vicina stamattina. Non aveva senso riaprire adesso comunque. In classe siamo rientrati in sicurezza, ma già prima era in sicurezza, il problema è sempre arrivarci a scuola”.



