IL MEGLIO IN EDICOLA DI GIOVEDÌ 26 FEBBRAIO 2015
La Lega a piazza del Popolo, centro blindato (Rinaldo Frignani)
La minaccia di un ingorgo di proteste, cortei e sit-in c’è ancora. Come quella che sabato possano accadere disordini durante la contemporanea iniziativa della Lega Nord a piazza del Popolo contro il governo Renzi e la contromanifestazione dei centri sociali. In campo ci saranno non meno di 2mila uomini delle forze dell’ordine per blindare il centro, ancora una volta protagonista sfortunato. La parola d’ordine è comunque quella di spegnere sul nascere qualsiasi tensione, disinnescare tentativi di raggiungere piazza del Popolo per creare incidenti.
Il piano – anche se serviranno nuove riunioni fra oggi e domani – prevede che il corteo anti Lega parta da piazza Vittorio alle 14 circa e raggiunga Campo de’ Fiori o si fermi a Sant’Andrea della Valle. Fra i partecipanti si prevedono, come confermano gli investigatori, anche personaggi dell’ambiente antagonista e anarchico, provenienti soprattutto dal Nord Italia. Ed è questo il fattore che preoccupa maggiormente chi si occupa di ordine pubblico. Nella loro richiesta di autorizzazione – accettata come quella dei Movimenti che finora secondo la Questura non hanno presentato il preavviso – il leader leghista Matteo Salvini ha annunciato la partecipazione di 50 mila persone (anch’esse da tutta Italia).
Più o meno la stessa cifra preventivata per il contro corteo. Sempre ieri proprio Salvini ha partecipato a una mini protesta in Campidoglio con un gruppetto di attivisti – chiedendo le dimissioni del sindaco Marino – contestato da esponenti di Sel. Il prefetto Giuseppe Pecoraro, che ha presieduto il comitato di ieri con i vertici delle forze dell’ordine e il procuratore capo Giuseppe Pignatone – fra gli argomenti affrontati anche la sicurezza della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio -, ha sottolineato: «Sono stati approntati dei servizi per evitare che si verifichino situazioni che possano degenerare. Comunque – ha aggiunto – non pensiamo che ci possano essere in questo momento situazioni di particolare rischio». […]
Sanità, la Regione assume 132 medici (Mauro Evangelisti)
In arrivo 132 assunzioni tra medici, infermieri e personale tecnico. Sono destinati alle sedi provvisorie e definitive delle strutture residenziali socio assistenziali Rems. Che cosa sono? Servono a superare gli Opg (ospedali psichiatrici giudiziari) e di fatto sono strutture sanitarie in cui vengono eseguite le misure di sicurezza e si inizia anche un percorso di tipo terapeutico. Ieri il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, che è anche commissario per la sanità, ha firmato l’atto che avvia il concorso pubblico, il primo da otto anni in questo settore.
Spiegano in Regione: «Il Lazio ottempera ad una legge dello Stato e ad una norma di civiltà in linea con il definitivo accordo nella Conferenza unificata Stato-Regione che si terrà nelle prossime ore. Si tratta di un concorso pubblico destinato a medici, psicologi, infermieri, tecnici della riabilitazione psichiatrica, amministrativi, assistenti sociali e operatori socio sanitari». Come saranno distribuiti? Cinquantaquattro saranno assunti per la Asl Roma G (Tivoli e Monterotondo), 54 per la Asl di Frosinone, 24 per quella di Rieti.
Dove saranno realizzate queste strutture? «Le Rems provvisorie saranno a Palombara Sabina e Pontecorvo, i cui lavori sono già in corso, mentre quelle definitive saranno a Subiaco a Ceccano ed a Rieti andrà il reparto che ospiterà le donne. Nei prossimi giorni attiveremo le procedure previste dal decreto sugli accordi con le Prefetture per garantire misure di sicurezza e vigilanza».
È stato inoltre approvato il decreto che assegna a tutte le aziende sanitarie fondi per il potenziamento dei servizi dei Dsm (Dipartimenti salute mentale) e del personale per il rafforzamento dell’articolazione sanitaria per oltre un milione di euro. […]
Parentopoli all’Ama “Cinque anni a Panzironi i suoi ordini erano legge” (Maria Elena Vincenzi)
Pazienti “rottamati” a 30 euro (Grazia Maria Coletti)
Trenta euro per ogni paziente dimesso. Dopo lo scippo di personale al Cto, torna a far discutere la delibera 149 del 13 febbraio 2015 della Asl RmC. Stavolta la voce salita alla ribalta del documento firmato dal direttore generale Carlo Saitto, che impegna quasi mezzo milione di euro (411mila201 euro per l’esattezza) nel Progetto influenza 2015, è quella che incentiva medici e infermieri del Sant’Eugenio alle prese con accoglienza e dimissioni in crescita nel periodo 16 febbraio-15 aprile (al Cto solo per i 10 posti letto dell’Unità di Recupero e riabilitazione). Un paragrafo etichettato come “dimissioni facili” da chi non ha ancora mandato giù il boccone amaro del trasferimento di personale dal Cto all’ospedale dell’Eur. E dopo i 20 posti letto in più post acuzie in area medica presi in prestito dall’area chirurgica. Uno dei tanti segnali che la coperta della sanità è sempre troppo corta e troppo stretta.
“Nella fase discendente dell’epidemia influenzale, la Asl RmC destina dei letti a tale emergenza e cosa più grave incentiva medici e infermieri a dismettere il maggior numero di pazienti al giorno» attaccano le gole profonde, che non hanno ingoiato il rospo dello spostamento di ufficio al vicino Sant’Eugenio di personale infermieristico in servizio presso l’equipe d’urgenza di sala operatoria: cinque strumentisti, quattro unità del Pronto Soccorso Medico e Traumatologico, due della Radiologia, per le esigenze di un istituendo reparto di medicina subintensiva del Sant’Eugenio rientrante nel piano di emergenza per l’influenza. “Mala tempora currunt» la citazione dotta in calce alla lettera, rigorosamente anonima, arrivata in redazione per denunciare la “rottamazione” dei pazienti a suon di incentivi. Proprio i “30 euro per ciascun paziente dimesso per ogni giorno nel quale sia superiore al 7% la proporzione dei pazienti dimessi sul totale di pazienti presenti nell’area di degenza interessata dal progetto». A seguire la lista delle degenze interessate nella delibera che, stando alle proteste, trasforma “infermieri e medici” in “bottegai”, “destinati a buttare fuori il maggior numero di pazienti».







