IL MEGLIO IN EDICOLA DI VENERDI’ 30 GENNAIO 2015


La città dell’abusivismo abbattuti o confiscati i 7626 casi fuorilegge
Dall’Ufficio Condono no a migliaia di concessioni Sveltiti i tempi. Caudo: “Più internet e più operatori”
di PAOLO BOCCACCI
I NUMERI, prima di tutto i numeri. Che sono al cardiopalma.
All’Ufficio Condono, dal 2011 gestito da Risorse per Roma dopo il lungo impero della società Gemma Spa, sono ancora da lavorare, al 19 gennaio 2015, 209.246 richieste di sanatoria di abusi edilizi, che riguardano le tre leggi di condono del 1985, 1994 e 2003. Un numero talmente grande che, se si proseguisse al ritmo sostenuto di circa 11 mila pratiche definite nel 2014, si finirebbe solo nel 2036.
Ma a far capire l’accelerata che si è fatta, basta dire che dal 1996 al 2009 le domande respinte sono state 1658. Mentre dal 2011 al 2014 le costruzioni dichiarate fuorilegge sono state 5941. Tutte, dopo l’istruttoria, potrebbero essere demolite o acquisite al patrimonio pubblico.
«Ora» spiegano l’assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo e il generale dei carabinieri in pensione Cosimo Damiano Apostolo, responsabile del procedimento «l’Ufficio Condono ha una sede efficiente in una ex scuola di via di Decima, con un moderno front office e la possibilità di depositare un atto di sollecito per una concessione, che viene subito affidato».
Ma i numeri sono sempre un diluvio, anche se, come precisa Caudo, «per la prima volta il Comune sa esattamente quante pratiche ci sono ed il loro livello di lavorazione». […]
Il sindaco «blinda» Clemente ma apre ai vigili
Di Ernesto Menicucci
Lungo vertice in Campidoglio: arriva il sì alla richiesta dell’equo indennizzo e alle nuove assunzioni
Piena fiducia al comandante Raffaele Clemente, «firmatario» dell’indagine interna sul Corpo dopo i fatti di Capodanno. Ma anche una serie di «aperture» sul fronte delle attribuzioni da riconoscere ai vigili.
Tra Ignazio Marino e gli agenti della Polizia Locale, adesso, siamo alle prove di dialogo, se non ancora di disgelo.
Del resto, già da qualche settimana il sindaco sembra aver parzialmente cambiato registro: avanti, naturalmente, con l’accertamento sugli assenti della notte di San Silvestro (secondo il Comune è stato «uno sciopero bianco», anche se dal Campidoglio stesso dicono di non averne «la prova logica»); ma distinguo fra chi lavora e chi si assenta, chi rischia in proprio e chi fa il furbo. Tradotto: chi ha sbagliato paghi, ma la Municipale va difesa. Segnali ne erano già arrivati nei giorni scorsi, ma ieri c’è stato il primo passo «ufficiale».
Marino, infatti, si è chiuso per oltre quattro ore insieme ai rappresentanti sindacali dei vigili. E lì, tra qualche momento di tensione, si sono messe sul tavolo le carte. Il sindaco, accompagnato dal suo vice Luigi Nieri, dallo stesso Clemente e dalla vicecapo di gabinetto Rossella Matarazzo, coi rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ospol e Sulpl, si è dimostrato disponibile a portare avanti alcuni temi «cari» ai vigili. […]

Condannati i capi degli Irriducibili Così è finita l’oscura scalata alla Lazio
È finita tra le urla di protesta degli imputati e con sette condanne e un’assoluzione il presunto tentativo di scalata alla Lazio
Di Vincenzo Imperitura Andrea Ossino
È finita tra le urla di protesta degli imputati e con sette condanne e un’assoluzione il presunto tentativo di scalata alla Lazio messo in piedi – secondo l’accusa – da alcuni dei capi storici della curva Nord (cuore del tifo biancoceleste) e da alcuni sedicenti imprenditori legati ad un fantomatico gruppo di industriali ungheresi di cui si era fatto portavoce “Long John” Chinaglia, l’ex bomber della Lazio morto negli Stati Uniti nel 2012.
In un processo non immune da colpi di scena, con le accuse dei pm non sempre suffragate dai riscontri, i giudici della sesta sezione penale di piazzale Clodio hanno ritenuto colpevoli del reato di tentata estorsione l’ex capo indiscusso degli Irriducibili, Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, (già condannato, storia di una manciata di giorni fa, per traffico di droga) a cui è stata inflitta una pena di tre anni e due mesi di reclusione (a fronte di una richiesta di otto anni). Assieme a Diabolik sono stati poi condannati altri tre leaders della curva nord: Yuri Alviti (3 anni e due mesi di carcere a fronte di una richiesta di 8 anni), Fabrizio Toffolo (3 anni e mezzo a fronte di una richiesta di 8 anni) e soprattutto Paolo Arcivieri (due anni e due mesi quando i pm avevano sollecitato una richiesta di 8 anni) per il quale – visto l’evolversi del processo – sembrava prospettarsi un’assoluzione.
Nella storiaccia della scalata alla società di calcio più antica della Capitale, però, oltre ai capi popolo della curva, erano finiti anche alcuni colletti bianchi in odore di camorra; e così sono arrivate le condanne anche per Guido Carlo Di Cosimo condannato dal giudice a una pena di quattro anni e due mesi perché ritenuto responsabile del reato di aggiotaggio e costretto a risarcire la Consob con una provvisionale di 60 mila euro – la Lazio assieme alla Juventus e alla Roma è infatti quotata a Piazza Affari -, Giuseppe Bellantonio (due anni e due mesi a fronte di una richiesta di otto anni e mezzo) e Fabio Dimarziantonio (un anno e mezzo quando i pm avevano sollecitato una condanna a sei anni e sei mesi).
Assolto invece l’imputato Bruno Errico per il quale la Procura aveva richiesto una condanna a 3,6 anni di reclusione. Gli imputati inoltre sono stati condannati a risarcire il presidente della Lazio e la stessa società calcistica: le cifre però saranno stabilite dal procedimento in fase civile. La sentenza è stata accolta dalle urla degli imputati e dei loro parenti presenti in aula che, alla lettura del dispositivo hanno iniziato a inveire contro i giudici al grido «la giustizia è morta e il tribunale anche, siete tutti dei buffoni». […]



