IL MEGLIO IN EDICOLA DI MERCOLEDI’ 18 FEBBRAIO 2015
Cessione immobili, salta lo sconto del 30% (Ernesto Menicucci)
È la principale variante del maxi-emendamento della commissione Patrimonio dell’Assemble Capitolina che «riscrive» una buona parte del provvedimento proposto dalla giunta. Non c’è solo la questione degli abusivi, tra le modifiche. Le altre, riguardano le modalità della vendita. Primo: lo sconto per chi acquista c’è solo per gli appartamenti non di pregio, fuori dalla città storica. Cancellata la riduzione del 30% per quelli in centro, resta solo la riduzione del 15% per quelli fuori. Norma che, secondo il Radicale Riccardo Magi «non è detto che regga al livello giuridico». Secondo: chi è moroso (e ce ne sono tanti) ha 60 giorni dalla ricezione di una comunicazione sulla propria posizione, per mettersi in regola. Terzo: la vendita dell’intero pacchetto non verrà fatta attraverso un fondo immobiliare, ma con una base d’asta stabilita immobile per immobile.
Tutto fatto? Non ancora. Perché in consiglio c’è ancora bagarre. […] Fabrizio Panecaldo, capogruppo Pd e coordinatore della maggioranza, manda un sms ai suoi colleghi: «Non voglio difendere attività imprenditoriali che, oltretutto, non pagano l’affitto o hanno contenziosi aperti». In aula Giulio Cesare c’è tensione, i consiglieri fanno «capannello» al bar o nell’area fumatori, qualcuno discute a voce alta. Il numero legale, per aprire la seduta, manca ripetutamente.
La commissione Patrimonio si riunisce di nuovo e si arriva alla mediazione: alcuni degli immobili stralciati dalla delibera vengono rimessi in vendita. Ne «sopravvivono» solo tre: via di Tor Marancia, via dei Dalmati, via Pisino. La motivazione è che «sono aree richieste dai Municipi per farci delle attività». In ogni caso, la confusione è totale. In Campidoglio compare anche Roberta Lombardi, parlamentare del Movimento Cinque Stelle, che riunisce i quattro consiglieri di Beppe Grillo. Il capogruppo, Marcello De Vivo, annuncia «un ricorso al Tar contro la delibera: mancano i prezzi di vendita delle case». Daniele Frongia, presidente della commissione per la razionalizzazione della spesa, elenca i numeri: «Adeguando i canoni, il Comune avrebbe potuto incassare dai 5,7 agli 11,5 milioni di euro l’anno. Mentre il gettito attuale, al quale va sottratta la quota delle morosità, oscilla tra 750 mila e 1,3 milioni di euro. Ci sono studi dentistici che pagano 130 euro al mese, negozi cinesi a 360 euro, pizzerie che ne sborsano 200». […]
Eur, l’altolà di Franceschini: «Non si fa cassa con i musei» (Lorenzo De Cicco)
Lo stop alla vendita dei musei potrebbe arrivare già nel cda straordinario di venerdì prossimo. L’ente Eur spa, spiega il presidente Pierluigi Borghini, è pronto a «prendere atto» del veto posto ieri dal Ministero dei Beni Culturali all’alienazione dei quattro edifici storici dove hanno sede tre musei (il Pigorini, il museo dell’Alto medioevo e quello delle Arti e tradizioni popolari) e l’Archivio centrale dello Stato. Ieri è stato lo stesso ministro Dario Franceschini a parlare di vendita «impraticabile». Non solo dal punto legislativo ma soprattutto perché «sarebbe sbagliato vendere per fare cassa edifici vincolati e di grande valore storico e architettonico che contengono al proprio interno musei di grande importanza».
Era stato proprio l’Ente Eur, nell’assemblea degli azionisti di due giorni fa, a chiedere un parere preventivo al Mibact sulla cessione degli immobili del suo patrimonio storico per incassare circa 300 milioni e portare a compimento i lavori della Nuvola di Fuksas. Secondo i vertici di Eur Spa (partecipato al 90% dal ministero dell’Economia e al 10% da Roma Capitale) questa operazione avrebbe permesso di ripianare il debito bancario da 180 milioni, di pagare altri 70 milioni di debiti e di investire 50 milioni per terminare i lavori dei cantieri ancora aperti, dall’ex Picar alla Lama, al centro congressi della Nuvola.
Ieri però il ministro Franceschini ha detto no. Sia per motivi normativi che per motivi simbolici. «Vanno trovate altre soluzioni, senza arrivare a mettere in vendita edifici di grande valore storico e architettonico». Anche il deputato Roberto Morassut, membro della commissione Ambiente e Territorio della Camera, ieri aveva parlato dell’impraticabilità della strategia proposta da Eur Spa, perchè «in violazione del Codice dei beni culturali».
La scelta dell’assemblea dei soci di lunedì non è piaciuta neanche al sindaco Marino, che oggi incontrerà l’altro azionista dell’ente, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Già ieri la giunta comunale ha affrontato l’argomento, formalizzando il proprio «no a qualunque cambiamento di destinazione d’uso futuro». Il Campidoglio proporrà oggi al Tesoro di dare vita a un «tavolo interistituzionale permanente» per la valorizzazione degli edifici monumentali di Eur Spa, «nel rispetto del preminente interesse pubblico». […]
Tavolini al Colosseo pochi centesimi di tassa “Stop al piano tariffe” (Alessandra Paolini)
Lazio criminale. Meno omicidi tanti furti e rapine (Silvia Mancinelli)
Nel Lazio si uccide di meno ma si ruba di più. A dirlo il rapporto sulla criminalità e sicurezza nei territori, realizzato dall’osservatorio sulla criminalità regionale in collaborazione con l’Eures, ma lo ricorda da mesi come una goccia cinese la cronaca piena zeppa di furti e rapine in villa, spesso violente.
Le denunce nel 2013 sono state 333.109, con un incremento del 2,5% rispetto all’anno precedente. I reati predatori crescono del 5,1%, calano dell’8,2% quelli violenti come gli omicidi, le violenze sessuali e le lesioni dolose. Isola felice del Lazio, al terzo posto tra le regioni italiane più a rischio, è Latina dove i reati nel 2013 sono diminuiti. A Rieti sono invece aumentati del 3,2%, con un picco di furti lievitati dell’8,9%.
È la Capitale, tuttavia, l’area meno sicura. I 276,542 reati compiuti a Roma, equivalgono all’83% del totale regionale, con un indice di rischio pari a 66,2 reati ogni mille abitanti. L’aumento rilevato riguarda soprattutto i furti (+5,3% sul 2012), con 197.372 denunce nel 2013 nel Lazio, pari al 53,9% del totale dei reati censiti nella regione, in particolare a Rieti (+8,9%) e Frosinone (+6,1%), seguite da Roma (+5,6%) e Latina (+2,8%), decrescendo invece a Viterbo (-0,8%). In diminuzione, invece, le rapine (-2,4%, scese da 4.588 a 4.476). In forte contrasto con quanto raccontano le cronache, agli omicidi in famiglia e alla percezione di insicurezza dei residenti, che sempre più spesso organizzano “passeggiate della legalità” per scoraggiare furti e rapine in casa, sono i dati elaborati dalla stessa ricerca e secondo i quali a Roma i reati sarebbero calati addirittura dell’8,1%. Dal confronto tra il periodo gennaio-settembre 2013 e 2014 emerge come i reati denunciati nella Capitale siano scesi del 6,6%, passando da 163.962 a 153.136. […]







