IL MEGLIO IN EDICOLA DI LUNEDI’ 23 FEBBRAIO 2015
Patrimonio, è scontro in Aula per la delibera (Flavia Scicchitano)
Esce prima l’elenco degli immobili in vendita. Incompleto, mancano i nomi di alcuni titolari e i prezzi d’affitto. Servono aggiustamenti, alcuni beni vengono cancellati e ne vengono inseriti di nuovi. Poi la seconda lista, un’altra serie di strutture date in concessione dal Comune ad associazioni, istituzioni culturali, partiti, sempre a prezzi ridicoli e senza contratto.
Nel frattempo la delibera per la dimissione del patrimonio immobiliare del Campidoglio è all’esame dell’Assemblea capitolina. Ma il quadro risulta sempre più «opaco», e l’opposizione non molla. La maggioranza spera di chiudere domani, ma non è detto che ci riesca, anzi.
«Non ci sono le condizioni per votare la delibera – attacca il consigliere comunale di Forza Italia, Giordano Tredicine -. Le realtà allucinanti emerse in questi giorni indicano con chiarezza la necessità, dal punto di vista giuridico ed etico, di riaprire i termini per la presentazione degli emendamenti e degli ordini del giorno collegati alla delibera 88. In caso contrario questo atto risulterebbe ancora più viziato di quanto non lo sia già».
È una delle rare volte in cui la minoranza si trova d’accordo su tutta la linea: «Ribadiamo la richiesta di sospendere la delibera e di indicare criteri oggettivi e trasparenti per l’individuazione degli immobili da alienare – aveva detto Alessandro Onorato, della Lista Marchini -. Questa vicenda è nata male e rischia di finire ancor peggio. Esponendo tutti noi consiglieri al rischio che l’eventuale avvallo di un metodo immotivatamente arbitrario possa essere interpretato come abuso di ufficio».
L’unica via di uscita resterebbe quindi la convocazione della commissione Patrimonio, per permettere ai gruppi di presentare osservazioni e modifiche al provvedimento di alienazione.
In alternativa andrebbero bene anche la commissione Bilancio – il collegamento tematico c’è – o quella per la Spending review. D’altronde il presidente di quest’ultima, il grillino Daniele Frongia, si è già detto disponibile: chiederà la riunione per domani mattina. E, se così fosse, forse, l’approvazione della delibera – l’obiettivo della maggioranza è chiudere domani, oggi dovrebbe iniziare il voto sugli emendamenti – potrebbe slittare ancora. Intanto le opposizioni formulano le nuove richieste. […]
I danni dei barbari, Marino: «Un match per trovare i fondi» (Fabio Rossi)
Un’amichevole Olanda-Italia per siglare la pace tra Roma e Rotterdam, dopo le devastazioni dei tifosi del Feyenoord prima del match di Europa League, e per risarcire economicamente la Città eterna per i danni subiti. A tre giorni dalla gara di ritorno tra i giallorossi e il team olandese, per la quale non mancano i timori sull’ordine pubblico, Ignazio Marino lancia una proposta che potrebbe servire a ricucire (almeno in parte) le ferite del recente giovedì nero. Una partita «da giocare a Rotterdam – spiegano l’inquilino del Campidoglio e l’assessore allo sport Paolo Masini – Un grande appuntamento di sport e amicizia il cui ricavato servirà a riparare i danni di piazza di Spagna».
In questi giorni «abbiamo ricevuto migliaia di messaggi di solidarietà e rammarico da tifosi olandesi ed europei – dicono Marino e Masini – La maggior parte degli appassionati sa che il calcio è prima di tutto rispetto e condivisione». Il Campidoglio propone quindi alla Federcalcio «di fare propria questa idea, confidando che venga accolta positivamente anche dalle autorità olandesi: al brutto spettacolo cui abbiamo assistito in occasione di Roma-Feyenoord dobbiamo rispondere con i valori più sani e costruttivi dello sport».
L’idea viene raccolta dai vertici di via Allegri: la Figc, assicura il presidente Carlo Tavecchio, «nel rispetto del calendario internazionale e degli accordi già sottoscritti, si farà parte diligente con la federazione olandese: d’altronde come Figc abbiamo manifestato la nostra solidarietà al sindaco Marino subito dopo i vandalismi dello scorso giovedì». Purtroppo l’agenda del calcio internazionale è piuttosto fitta: la prima data utile sarebbe a novembre. Far disputare l’amichevole a Rotterdam consentirebbe così agli abitanti della città dei Paesi Bassi di «risarcire» direttamente Roma con il prezzo del biglietto per assistere al match tra Azzurri e Orange. […]
Monteverde, raid in classe banchi roveschiati e un’aula incendiata (Federica Angeli)
“Il cristiano coraggioso combatte il male” (Francesca Mariani)
La Quaresima “è tempo di combattimento spirituale contro lo spirito del male, e mentre attraversiamo il “deserto” quaresimale, noi teniamo lo sguardo rivolto alla Pasqua, che è la vittoria definitiva di Gesù contro il Maligno, contro il peccato e contro la morte. Ecco allora il significato di questa prima domenica di Quaresima: rimetterci decisamente sulla strada di Gesù, la strada che conduce alla vita”. Così papa Francesco prima della preghiera dell’Angelus in piazza San Pietro, nella prima domenica di Quaresima sottolinea l’importanza di dire “no no alla mondanità, agli idoli. Il deserto quaresimale, ci aiuta a fare scelte coraggiose conformi al Vangelo e a rafforzare la solidarietà con i fratelli”.
Una solidarietà tangibile in piazza San Pietro dove circa cento clochard quotidianamente aiutati dalla Penitenzieria apostolica con don Corrado Krajewski insieme ai volontari Unitalsi, hanno distribuito a fedeli e pellegrini il tascabile del “cristiano coraggioso”, ovvero il volumetto “Custodisci il cuore” edito dalla Libreria Editrice Vaticana, che ammonisce “noi dobbiamo diventare cristiani coraggiosi”, il papa ha inserito anche i Dieci Comandamenti, le quattro virtù cardinali, i sette vizi capitali, oltre all’invito a fare un esame di coscienza serale che «consiste nell’interrogarsi sul male commesso e il bene omesso: verso Dio, il prossimo e se stessi». Un piccolo libro tascabile che “raccoglie – ha spiegato il Santo Padre – alcuni insegnamenti di Gesù e i contenuti essenziali della nostra fede. Prendete un libretto ciascuno – ha detto Bergoglio – e portatelo con voi, come aiuto per la conversione e la crescita spirituale, che parte sempre dal cuore: lì dove si gioca la partita delle scelte quotidiane tra bene e male, tra mondanità e Vangelo, tra indifferenza e condivisione. L’umanità ha bisogno di giustizia, di pace, e potrà averle solo ritornando con tutto il cuore a Dio, che ne è la fonte”.
Poi la raccomandazione di “dieci minuti al giorno di Vangelo. Portatelo sempre con voi”. E un nuovo pressante appello: «L’umanità ha bisogno di giustizia, di pace, e potrà averle solo ritornando con tutto il cuore a Dio, che ne è la fonte». Al termine dell’Angelus papa Francesco è salito a bordo di uno dei due pullman grigi che hanno lasciato il Vaticano, destinazione Ariccia. […]
Mauri-Candreva il Palermo balla la Lazio rimonta (Stefano Cieri)
Ancora Candreva, e la Lazio torna a sognare la Champions. Dopo il cucchiaio di Udine il romano regala altri tre punti d’oro alla sua squadra con un gol da campione, cui fa seguito un’esultanza fantozziana. Che però, alla fine, rende unico il suo pomeriggio. Perché non capita spesso di farsi male (pare senza conseguenze) per eccesso di gioia.
Un’esultanza «preterintenzionale» da capire, tuttavia. Perché la Lazio in generale e Candreva in particolare inseguono e alla fine ottengono il secondo successo consecutivo grazie a un carattere grande così. Contro un Palermo che, pure all’Olimpico, si rivela ottima squadra ma con una fase difensiva problematica (e il presidente Zamparini alla fine tirerà le orecchie a Iachini per non aver confermato la difesa a quattro), i biancocelesti vanno sotto, rischiano il colpo del k.o., restano in piedi e con pazienza e tenacia ribaltano – meritatamente – il risultato. Priva di cinque titolari e con un Biglia a mezzo servizio causa febbre (uscirà dopo un’ora) la squadra di casa deve arrangiarsi. Lo fa con intelligenza, senza scomporsi nonostante un rigore negato sullo 0-0 (Gonzalez su Parolo) e un gol regalato agli avversari (Mauricio la fa grossa). Soffre anche, la Lazio, ma poi sale in cattedra negli ultimi venti minuti quando i giochi si decidono dopo il botta e risposta di Dybala e Mauri.
Per oltre un’ora, in effetti, la gara è in assoluto equilibrio. Lazio e Palermo la giocano a viso aperto, confermando di essere entrambe belle dalla cintola in su, molto meno quando c’è da difendersi. La Lazio cerca di sfondare sulle fasce con i tandem Candreva-Cavanda e Mauri-Radu. In mezzo però prevale la densità del Palermo e davanti Vazquez e Dybala sono sempre in agguato. Ma anche Quaison e Lazaar rompono il gioco e ripartono in un amen. È proprio lo svedese di origini ghanesi, in pressing, a provocare il macroscopico errore di Mauricio da cui nasce l’1-0 degli ospiti. Innescato da Quaison, l’argentino arriva tutto solo davanti a Marchetti e lo fredda. E un minuto dopo, con una Lazio in stato confusionario, potrebbe chiudere i giochi, ma spedisce alto l’assist al bacio di Vazquez. Arriva invece il pari di Mauri con un tocco felpato in area piccola su assist di Cataldi (ottavo gol stagionale per il capitano: record personale). Iachini giustamente si rammarica. E non è tutto, perché poco prima dell’intervallo i rosanero sprecano una doppia ghiotta occasione per tornare in vantaggio (Marchetti salva su Lazaar, poi De Vrij respinge il pallonetto di Vazquez). Ma il Palermo paga soprattutto un finale di partita in cui progressivamente sparisce dal campo. […]
Si scrive pari si legge Roma Pure con Totti (Fabio Bianchi)
Come le influenze di questo inverno pigro e lacrimoso, anche la pareggite della Roma è un virus che non passa mai. E lo scudetto, se ci fosse stato ancora bisogno di una conferma, fugge via prima ancora di aspettare la primavera. Siamo al sesto pareggio nelle ultime sette partite di campionato (di cui quattro 1-1), l’ottavo nelle ultime 11. A conferma del virus, sono otto le “X” nelle ultime undici gare in totale. Un cammino da lumaca, come i suoi giocatori in campo.
Persino il disastrato Verona, che ha le gambe che tremano e la panchina che scricchiola, è riuscito a fermare l’orchestra Garcia che orchestra non è più da tempo. Continua a tenere la bacchetta del concerto in mano, insiste a proporre musica geometrica e di larghe idee. Ma è come se suonasse a 33 giri. Adesso alla Roma tocca esibirsi in Olanda, contro il Feyenoord che ieri ha battuto in rimonta l’Excelsior, con il morale sotto gli strumenti, e poi nel big match con la Juventus che doveva arrivare con ben altre aspettative. Sarà comunque decisivo per la Roma, solo che l’obiettivo è cercare di non farsi raggiungere al secondo posto.
Se si analizzasse la sfida soltanto con le statistiche, staremmo qui a domandarci: com’è possibile che la Roma non abbia vinto? Ha avuto un possesso palla del 76,7 per cento. Un’enormità. Di più, un record per il campionato in corso. Il regista Keita ha collezionato 118 passaggi positivi. Tutti segnali di una gara dominata. Ma i numeri ingannano. Certo, ha giocato soltanto la Roma, soprattutto nel primo round. Ma non ha mai trovato uno sbocco, un guizzo per creare pericoli in area. Ritmo troppo lento per scoperchiare la barricata anni Cinquanta del Verona. Troppi passaggi in orizzontale (e Keita un po’ di responsabilità ce l’ha) che permettevano alla squadra di Mandorlini di piazzarsi sempre nel modo migliore. Soltanto Ljajic cercava qualche spunto, ma trovava poca collaborazione. E Gervinho, l’uomo deputato al cambio di passo, s’incartava nei suoi dribbling. Non a caso la Roma ha trovato il gol da fuori area, con un’intuizione di Totti e la complicità di Benussi poco reattivo. Non a caso anche le altre occasioni sono arrivate da lontano, con le sassate di Nainggolan (uno dei pochi a mantenersi su buoni livelli) e la punizione di Ljajic finita sulla traversa. […]








