IL MEGLIO IN EDICOLA DI GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO 2015
Sì alle vendite, ma anche agli affitti miracolosi (Ernesto Menicucci)
Fu uno degli ultimi «veleni» della campagna elettorale 2013. Poi, per più di un anno e mezzo, sulla onlus del sindaco Imagine è calato in silenzio. Adesso, però, l’associazione torna d’attualità sulla questione degli immobili del Campidoglio. Perché da una parte c’è la vendita del patrimonio, 751 appartamenti inseriti dalla giunta in una lista (poi parzialmente modificata). Ma, dall’altra, c’è il tema delle concessioni: nate per dare una sede ad associazioni, partiti, istituzioni culturali o di volontariato, ma che — nel tempo — sono diventate un modo per aiutare gli amici degli amici.
Anche la onlus fondata da Marino, dal 2005, è in un edificio del Comune di Roma: a via dei Volsci, piena San Lorenzo. E, naturalmente, quel locale non è nella lista di quelli messi in vendita dalla giunta. Tutto normale? Più o meno. Perché se è vero, come dicono nello staff del sindaco, che «le sedi date in concessione non possono essere alienate», è anche vero che oggi — a decidere sulla materia — è l’assessora al Patrimonio Alessandra Cattoi, per molti la «zarina» del Campidoglio, braccio destro di Marino. E, incidentalmente, una delle fondatrici della onlus Imagine, come risulta dall’atto costitutivo del 25 gennaio 2005, siglato di fronte al notaio. Tra i soci, figura anche l’amico «romanista» di Marino (Guido Maria Filippi) e Claudia Cirillo, altra collaboratrice storica di Marino fin da quando faceva il chirurgo (si occupava, in particolare, del think thank di Ignazio, che si chiama I-think ). Anche lei, adesso, ha un posto in Campidoglio: fa parte della segreteria del vicesindaco Luigi Nieri, che prima della Cattoi aveva la delega al Patrimonio.
E il rischio di conflitti d’interesse? Nell’entourage di Marino giurano di no: «Cosa c’entra il fatto che la Cattoi sia al Patrimonio? L’assegnazione della sede è del 2005 e oltretutto Marino all’epoca non era neppure senatore». E non è inopportuno che sindaco e assessora decidano su una materia nella quale sono coinvolti direttamente? I consiglieri del sindaco sulla comunicazione insistono: «Una volta eletto, Marino ha lasciato tutte le cariche nella onlus. Cosa avrebbe dovuto fare, sfrattarla?». E il canone di concessione? «Sono 162 euro al mese, ma vennero fatti lavori per 22.400 euro, mai scomputati dall’affitto. Scade ad aprile 2015».
La Cattoi si difende: «So che il consigliere Onorato (lista Marchini, ndr ) ha messo in giro elenchi di immobili del Comune che non sono in vendita. Si tratta di immobili dati in concessione nel passato dal Comune ad associazioni, ambasciate, enti religiosi, partiti. E, proprio perché in concessione, si tratta di beni non alienabili. Onorato non sa di che parla, oppure immagina che la sede della Caritas possa essere messa in vendita». […]
«Nel Lazio corruzione per 1,3 miliardi» (Sara Menafra)
Sei fascicoli di inchiesta per Mafia capitale e una marea montante di danni economici derivanti dalla corruzione che per la sola città di Roma toccherebbero la cifra iperbolica di 1,3 miliardi di euro. I dati emergono dalla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti del Lazio. E sono tanto impressionanti che il procuratore Angelo Raffaele De Dominicis ha detto esplicitamente: «Non possiamo non esprime stupore e preoccupazione per il diffondersi del morbo pernicioso della corruzione che, secondo i primi referti degli investigatori, avrebbe una estensione vasta e sistemica a Roma e nel Lazio».
I fatti emersi dall’inchiesta penale su Mafia Capitale hanno portato all’avvio di una indagine contabile ad ampio raggio sulle cooperative che facevano riferimento a Massimo Carminati e sui pubblici ufficiali che li hanno aiutati ad inserirsi in appalti che andavano dalla raccolta dei rifiuti all’accoglienza di profughi e disagiati: tre fascicoli sono dedicati ai danni subiti per gli appalti assegnati alle principali cooperative che ottenevano commesse a trattativa privata. Altri tre procedono invece sui tre principali filoni: i danni al Comune di Roma, al Viminale e al ministero della Marina. A margine dell’inchiesta che ha come proprio centro Roma, infatti, era emerso anche il coinvolgimento di un funzionario ministeriale che in più occasioni avrebbe favorito le cosiddette vendite ”fantasma” di gasolio a navi della Marina, a prezzi fuori mercato o addirittura, in un caso, ad una imbarcazione affondata da più di un anno. «Mafia Capitale, al di là delle responsabilità personali, penali ed amministrative, ascrivibili a politici ed a funzionari, rappresenta, purtroppo, il segno di un pericolosissimo degrado civile e dell’invadenza degli interessi delle associazioni criminali penetrate entro le strutture amministrative della Repubblica», ha detto ancora De Dominicis. […]
Mozione nei municipi per il ritiro del nuovo logo
Come è finito il logo «relazionale», quello contestatissimo per la scritta «RoMe&You» sullo scudo sovrastato da palline colorate sui manfiesti della raccolta differenziata dell’Ama? Se lo chiede, a ragione, il portavoce romano FdI, Andrea De Priamo: «Come volevasi dimostrare il tremendo e provinciale logo “relazionale” della nostra città voluto dal sindaco fa capolino nei manifesti istituzionali sulla raccolta differenziata.
Altro che uso limitato come annunciato il giorno della presentazione al Macro. Per uscire dall’impasse diamo un suggerimento a Marino: chieda scusa alla città e consegni quel logo, così tristemente lontano dall’identità di Roma, all’albo già lungo dei fallimenti e delle figuracce di questa amministrazione». Alle contestazioni del logo si aggiunge l’iniziativa di 14 consiglieri municipali di Forza Italia – Santonocito (I), Liburdi (II), Borgheresi (III), Carlone e Matronola (VII), Buonincontro (VIII), Alleori (IX), Rasi (X), Calzetta (XI), Aumenta, Alampi e Barbieri (XII), Giovagnorio (XIII), Casasanta (XV)- che hanno presentato una mozione, presso i rispettivi municipi, 10 in totali, con la quale si richiede l’immediato ritiro del logo istituzionale Rome&you. In una nota congiunta i dieci consiglieri chiarano che il nuovo logo « è l’ennesima decisione insulsa di questo pessimo sindaco: non solo è stata bocciata sonoramente da tutti, non solo nega l’identità di una città che da secoli si ritrova nella sigla “Senatus PopolusQue Romanus”, ormai conosciuta in tutto il mondo, ma è un vero e proprio schiaffo in faccia alla storia millenaria di Roma. […]
Ora la Roma deve sfatare quel tabù dell’Olimpico (Andrea Pugliese)
Otto partite consecutive senza una vittoria casalinga, se si eccettua quella ai supplementari in Coppa Italia con l’Empoli. Il tutto condito da una improvvisa difficoltà ad andare a segno (con la media-gol crollata da 1,88 a 0,92 a partita) ed un gioco che non è più fluido come una volta. Sono i sintomi di un malessere generale, quello che la Roma si vuole buttare alle spalle a cominciare già da stasera, quando all’Olimpico si troverà ad affrontare per la prima volta nella sua storia il Feyenoord. «Siamo in debito con i nostri tifosi, questa è una partita solo da vincere. Io mi fido della voglia dei miei, so che suderanno per farlo». È un po’ il manifesto di Rudi Garcia, l’uomo che vuole respingere tutte le difficoltà giallorosse. Se la Roma però dovesse fallire anche stasera, allora la crisi sarebbe definitivamente aperta.
Intendiamoci, a Trigoria in questo momento nessuno mette in dubbio la posizione di Garcia (venerdì sera ospite dalla Carrà a «Forte Forte Forte» con De sanctis, Sanabria e Paredes), il tecnico francese da questo punto di vista dorme sonni tranquilli. E lo fa in virtù anche della dote acquisita nei suoi primi 17 mesi giallorossi, in cui Garcia ha rianimato una squadra il cui battito cardiaco era praticamente piatto e ridato entusiasmo ad un piazza lacerata dalla finale di Coppa Italia persa con la Lazio. Adesso, però, Rudi deve trovare la medicina giusta per guarire la Roma, tachipirina o chemioterapia che sia, a seconda delle necessità. E deve farlo anche in fretta, prima che gli equilibri si rompano davvero. L’occasione propizia è proprio quella di stasera, anche per interrompere un’altra striscia negativa, quelle che vede la Roma non vincere in Europa da 5 gare consecutive (era già successo altre 4 volte nella storia giallorossa). «Dobbiamo qualificarci: abbiamo bisogno di esperienza, di farci un nome anche in Europa, di guadagnarci rispetto», continua Garcia.E di riprendere fiato ed entusiasmo.
Nell’ambiente e nel gruppo, del resto, non sono piaciute le ultime scelte di Garcia, quella di spedire subito in campo, contro il Parma, Gervinho e Doumbia. Entrambi di ritorno dalla Coppa d’Africa, con la pancia piena per il trionfo ed un problema in più a testa: il lutto di Gervais (per cui ha ritardato di un giorno il rientro a Roma) e l’ambientamento di Seydou. Stasera Gervinho sarà ancora dentro, Doumbia dipenderà da una serie di fattori. Ma quello che più conta per Garcia è soprattutto ritrovare fluidità nella manovra, avere maggiore spinta sugli esterni, una squadra compatta ed una difesa che appoggi di più la manovra. «Dobbiamo essere solidi dietro e tirare di più nello specchio della porta — è la puntualizzazione di Rudi — È qui che dobbiamo migliorare, perché poi di azioni ne costruiamo e questo vuol dire che la squadra gioca. Ma è chiaro che in attacco dobbiamo essere più efficaci». […]
Università Lazio Tutti a lezione dal prof. Pioli (Elman Bergonzini – Stefano Cieri)
Stefano Pioli è salito in cattedra. In senso letterale. Sì, perché quella di ieri è stata una giornata speciale per l’allenatore della Lazio. Nel tardo pomeriggio, insieme con i suoi collaboratori, si è recato presso l’Università di Tor Vergata per tenere una lezione su metodi e strategie di allenamento. Ad ascoltarlo una folta platea composta da studenti della Facoltà di Scienze motorie e da allenatori giovani di Roma e dintorno. Tutti in silenzio ad ascoltare il «professor» Pioli. Che ancora una volta ha dimostrato di essere una persona vera. Non ha dribblato gli argomenti, non ha fatto ricorso a frasi fatte per «nascondere» il suo lavoro, ma ha spiegato con concetti chiari e diretti il suo metodo.
L’incontro è stato organizzato dall’Associazione Italiana Preparatori Atletici calcio (Aipac), dall’Associazione Italiana Allenatori Calcio (Aiac). Con Pioli in cattedra c’erano il vice Murelli e i preparatori Osti e Perondi. Il tecnico ha subito precisato che per il suo modo di intendere il calcio il simbolo stampato sulla parte anteriore della maglia è sempre più importante del nome sulla schiena, un’affermazione gli è valsa subito un lungo applauso. «Sono quindici anni che lavoro con questo staff – ha spiegato Pioli – ci confrontiamo su tutto e ci scambiamo idee e valutazioni. Voglio sempre sapere tutto dei miei ragazzi: chi ha fatto preparazione e chi ha fatto ghiaccio, ma per quel che riguarda il lavoro di campo sono un accentratore».
Poi Pioli è passato ad analizzare gli aspetti psicologici e gli strumenti di lavoro. «L’atteggiamento durante l’allenamento è fondamentale. I giocatori replicheranno la domenica quello che hanno fatto in settimana. Per questo i nostri allenamenti non sono molto lunghi, circa 70-80 minuti. Vogliamo l’intensità e vogliamo togliere il più possibile i tempi morti. Già venti minuti dopo la fine dell’allenamento abbiamo i dati del Gps: possiamo quindi vedere in cosa esattamente ogni singolo calciatore è stato carente e discuterne con il diretto interessato». […]







