FUNERALI DEL PAPA: PRATICHE, MISURE E REGOLE DI SICUREZZA

Domani, 26 aprile, si terranno a Piazza San Pietro i funerali di Papa Francesco. Più di 200 mila le persone attese. Oltre 170 le delegazioni ufficiali a partecipare. Per la Capitale una sfida “importante e impegnativa” come l’ha definita il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Sicuramente la prova che la città si troverà a gestire è stata inattesa e spiazzante, soprattutto perché in Tempo Pasquale di Giubileo con una città gremita di fedeli.
Un grande sforzo si è già compiuto in questi giorni. Per guidare l’elevato flusso di uomini e donne recatisi al feretro del Pontefice, era stata prevista una zona rossa nel perimetro del Vaticano che verrà ulteriormente estesa per la giornata di domani.
La città di Roma sarà blindata e la sua rete di trasporti pubblici parzialmente interrotta per gestire al meglio le pratiche logistiche e di sicurezza. A queste misure si aggiungerà una “no fly zone” volta ad interdire i cieli per proteggere siti e personalità sensibili. Ci si servirà, per la prima volta in un contesto di questo tipo, anche di immagini 3D messe a disposizione per una visione dall’alto a 360 gradi di tutta l’area di San Pietro.
Impressionante è il numero di forze dell’ordine previste per garantire il corretto svolgimento delle esequie. Un migliaio saranno in tutto tra carabinieri, finanzieri e poliziotti, 500 i volontari della Protezione civile, 600 i vigili urbani e 100 i vigili del fuoco.
La cerimonia era stata semplificata molto dallo stesso Papa Francesco prima della sua morte, alla fine del 2024. Il Pontefice aveva infatti chiesto una funzione meno solenne e dal linguaggio più semplice. Esistono però delle procedure impossibili da smantellare e anzi necessarie per garantire il controllo dell’intera celebrazione.
Non mancano regole ferree per l’organizzazione dei posti a sedere riservati a capi di Stato e di governo. Per evitare incidenti diplomatici, questi verranno assegnati in ordine alfabetico francese. Le prime sedute saranno assegnate ai presidenti dell’Italia e del Paese natale del Papa, in questo caso l’Argentina. Seguiranno i sovrani cattolici regnanti, il Gran Maestro dell’Ordine di Malta ed i sovrani regnanti non cattolici. Solo dopo verrà rispettato l’ordine per i capi di Stato.
Ai cardinali sarà riservata l’ala sinistra del sagrato, guardando la Basilica. Specularmente, sulla destra, sederanno le autorità civili, a cui è richiesto un abito nero.
Allegra Flamini



