IMMIGRAZIONE ED ACCOGLIENZA
Il primo viaggio di Papa Francesco sarà a Lampedusa per incontrare gli immigrati e per rendere omaggio a quanti hanno perso la vita nei cosiddetti viaggi della speranza verso l’Italia.
Gli immigrati le loro storie, le loro tragedie, ma anche i loro sogni devono essere al centro dell’attenzione di una società che si voglia definire democratica e civile. In un paese come il nostro che diventa sempre più multietnico non è più concepibile considerare chi viene da altri paesi – spesso poveri e in guerra – come un male sociale da risolvere.
Quello che dobbiamo rivedere radicalmente è il concetto di accoglienza e d’integrazione in Italia. I centri di raccolta come quelli di Lampedusa, se da una parte danno il segno di un tentativo solidaristico di risolvere il problema, dall’altro hanno creato dei campi di transito dove la speranza muore e dove la rabbia e la frustrazione cresce. Non basta fare gli accordi diplomatici per risolvere questa problematica occorre colpire alla radice con fermezza quanti lucrano sui viaggi della speranza. Papa Francesco ha voluto riaccendere i riflettori su una questione che ormai divenuta la cartina tornasole di come l’Europa intenda affrontare il tema dell’immigrazione. Non basta solo la repressione, occorre abbinarla anche ad un profondo senso di solidarietà.
Ma questa consapevolezza di dovere andare verso “l’altro” dobbiamo coltivarla ogni giorno nelle nostre vite e soprattutto nella nostra città, Roma che è ancora un esempio di città aperta e solidale. A questo tema dedicheremo un dossier speciale nel mese di settembre.
Per ora godiamoci il nostro Papa che coraggio ha deciso di andare ad abbracciare idealmente quanti hanno perso ogni identità.





