Fatti di Roma

DROGA: NO ALLA LIBERALIZZAZIONE, SI ALLA VITA

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Dopo anni di innumerevoli dibattiti e polemiche ci ritroviamo oggi a spiegare perché siamo profondamente contrari alla legalizzazione degli stupefacenti. Lo dico con una punta di amarezza perché sembra che all’improvviso il lavoro fatto dalle tante comunità di recupero sia stato dimenticato e soprattutto siano stati messi in secondo piano gli effetti devastanti delle dipendenze dalle droghe.

Oggi assistiamo – non rassegnati – alla banalizzazione di ogni valore etico e morale. E’ vietato porre ogni limite soprattutto alle giovani generazioni. Invece di puntare sui reali problemi del nostro Paese si sceglie la scorciatoia populista delle liberalizzazioni di tutto: dal gioco d’azzardo appunto alle droghe. Il risultato è un vero disastro che colpisce soprattutto le fasce più deboli e problematiche della nostra società. Solo nell’ultimo anno le vittime della dipendenza dal gioco in Italia sono state 1.800.000. Un numero impressionante figlio della deregulation legata al gioco e alle slot. Se tanto mi dà tanto anche per le droghe il percorso sarà lo stesso.

A questo quadro non proprio esaltante dobbiamo aggiungere quello dell’uso e dello spaccio illegale delle droghe così dette pesanti con un nuova impennata nell’utilizzo dell’eroina e della cocaina soprattutto tra i giovani. Per non citare gli energy drink e le droghe sintetiche. A rendere ancora più fosche le tinte di questa situazione si aggiungono le proposte di alcuni pensatori che vorrebbero fare passare come naturale la liberalizzazione delle droghe leggere. Alla beffa anche l’inganno!

Ma allora perché speculare sulla vita di milioni di cittadini per il solo gusto demagogico di fare credere che liberalizzando le droghe il nostro Paese sarà più civile e al passo con i tempi? E’ ora di porre di nuovo al centro del nostro agire civico la persona umana con i suoi inalienabili diritti che non sono quelli di drogarsi e di sperperare una fortuna in una sala bingo, ma sono quelli di avere un lavoro sicuro, un trattamento previdenziale certo e un futuro meno cupo.

Negli occhi dei ragazzi che entrano nelle comunità di recupero leggo sempre e con rinnovata emozione questa richiesta: quella di avere un futuro. Liberalizzando l’uso delle droghe rischieremo di negargli questa speranza.

Una responsabilità che noi non vogliamo assumerci. Anzi vogliamo con sempre maggiore forza batterci per una cultura della vita e non della morte e per fare questo occorre il sostegno di tutti affinché la politica torni ad occuparsi dei reali bisogni dei cittadini e non di progetti demagogici che rischiano di demolire le nostre comunità dalle fondamenta.

Il direttore

 

 

 

 

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