I POLMONI VERDI DI ROMA

Una scena che l’occhio di un romano ha sicuramente visto nel variopinto paesaggio della città, caratterizzato da monumenti antichi, ristoranti pieni di turisti (magari vicino a qualche murales di calciatori con la maglia numero dieci), è la presenza di runner che, risvegliandosi insieme alla primavera, non solo corrono dirimpetto agli automobilisti ma (spesso) si vedono praticare bizzarre corse sul posto in attesa che il semaforo conceda anche a loro il permesso di passare. Una presenza che aumenta in maniera considerevole nei pressi di qualche isola verde della città.
E in quanto a spazi verdi, Roma non è seconda a nessun’altra città. Infatti, riconosciuta come una delle città più green d’Europa, la Capitale d’Italia è costellata di storiche ville gentilizie e di grandi parchi urbani, permettendo così ai suoi abitanti – pronti a sfruttare le prime giornate di sole – di rifugiarsi in splendide oasi naturali e di concedersi una piacevole corsetta per scaricare lo stress della vita cittadina. Parchi sì, ma anche luoghi nei quali si cela e si conserva un ricco patrimonio fatto di storia, arte e curiosità.
La più iconica, situata tra il quartiere Pinciano e il rione Campo Marzio, è senza dubbio Villa Borghese. Nata nel Seicento per volere del cardinale Scipione Borghese, il ricco nipote di papa Paolo V nutriva il desiderio di realizzare in un’area già caratterizzata dalla presenza degli antichi giardinidi Lucio Licinio Lucullo (ricco generale romano del I secolo a.C.) il più vasto giardino costruito a Roma dall’antichità. Pensata come “villa di delizie”, il parco è un intreccio unico di natura e cultura.
Ospita eccellenze uniche, a cominciare dalla celebre Galleria Borghese (con capolavori di Bernini, Canova, Tiziano, Raffaello e Caravaggio), il Museo Bilotti, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e il Cinema dei Piccoli (considerato la sala cinematografica più piccola del mondo).
La Villa, inoltre, si contraddistingue per la presenza di una ricca biodiversità tale da ospitare il Museo Civico di Zoologia ed il Bioparco – tanto che un tempo, dentro a questo ricchissimo parco, erano presenti aree adibite alla caccia.
Più defilata ma molto più estesa rispetto alla precedente, Villa Doria Pamphilj rappresenta il grande polmone verde del quadrante occidentale della città.
Essa, nata dalla fusione e dallo sviluppo di diverse vigne seicentesche, è sorta grazie all’opera della famiglia Pamphilj nel periodo del loro massimo splendore – questo durante il pontificato di Innocenzo X, al secolo Giovanni Battista Pamphilj (1574 – 1655). Progettata attraverso il lavoro di architetti e di botanici, al centro del complesso gentilizio sorge il Casino del Bel Respiro, oggi sede di rappresentanza ufficiale del Governo italiano.
Villa Pamphilj è anche un luogo segnato profondamente dalla storia: nel 1849, durante la difesa della Repubblica Romana dall’assedio francese, l’area divenne lo scenario di scontri durante i quali si sacrificarono uomini simbolo del Risorgimento: tra questi, vi era Goffredo Mameli, autore dei versi dell’inno nazionale.
Successivamente, la Villa venne trasformata in una grande azienda agricola privata, ma i pubblici poteri la acquistarono progressivamente e la inglobarono nel demanio rendendola accessibile a tutti. L’accesso, tuttavia, venne temporaneamente limitato dalla costruzione di via Leone XIII che, nel complesso della viabilità legata alle Olimpiadi del 1960, tagliò in due il parco.
Ancora più sorprendente, situata nella parte settentrionale di Roma, è Villa Ada: uno dei parchi più grandi e meno “addomesticati” di Roma. Simile ad un bosco urbano, in questa Villa convivono millenni di storia. Al suo interno è possibile rinvenire sia segni dell’antichità (come il centro urbano dell’VIII secolo a.C. Antemnae – luogo legato al mito del ratto delle Sabine – e le catacombe di Priscilla) sia segni della modernità (come la presenza di un bunker antiaereo reale, o il celebre “pratone”, luogo simbolo dei movimenti studenteschi del secolo scorso).
Tuttavia, nata come tenuta agricola del Collegio Irlandese e passata definitivamente ai sovrani Savoia, la Villa divenne il teatro di uno degli episodi più rilevanti della storia dell’Italia: proprio qui, il 25 luglio 1943, Benito Mussolini fu convocato dal re Vittorio Emanuele III e arrestato.
Eppure, è proprio su questo ultimo punto che si può fare una profonda riflessione: dove in un’ipotetica domenica primaverile si può fare una tranquilla passeggiata o un piacevole rinfresco, questi pittoreschi spazi verdi raccontano storie che, magari indirettamente, possono aver inciso sulla vita di tutti. Spazi in cui non solo il gusto di una comunità nazionale ha preso forma e sostanza, ma luoghi in cui Roma, cosparsa da persone che vogliono solamente rilassarsi (magari portando a spasso il proprio cane) continua silenziosamente a raccontare se stessa.
STEFANO VECCHIARELLI



