Fatti di Roma

ANCHE GLI ANTICHI ROMANI SAPEVANO DIFENDERSI DAL CALDO

Crediti fotografici e licenza d’usoLa fotografia della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri (Terme di Diocleziano, Roma) è opera del fotografo Anthony Majanlahti (antmoose) ed è stata resa disponibile tramite la piattaforma Flickr e l’enciclopedia libera Wikipedia.L’opera viene riutilizzata in conformità con i termini della licenza libera Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0) o successive. È possibile consultare la fonte originale e la cronologia delle modifiche apportate dall’utente Joris al seguente indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/File:Baths_of_Diocletian-Antmoose2.jpg

Il gran caldo continua a non dare tregua all’Italia. Secondo le previsioni, sta infatti per arrivare la sesta ondata di calore dell’estate, con temperature che nei prossimi giorni potrebbero raggiungere i 37-38 °C.

Un’emergenza che si inserisce in un quadro climatico sempre più caldo: dall’inizio degli anni Ottanta a oggi, infatti, la temperatura media di Roma è cresciuta di circa tre gradi. Nelle altre grandi capitali europee gli aumenti sono più contenuti: a Madrid, Parigi e Berlino si aggirano intorno ai due gradi. In tutte e quattro le città, però, l’incremento maggiore si è registrato negli ultimi 15 anni.

A rivelarlo è l’Istat. Ma gli antichi romani come si difendevano dal caldo?Di fronte a un caldo che sembra non voler abbandonare la Capitale, viene naturale chiedersi come riuscissero a convivere con l’afa gli abitanti della Roma antica, in un’epoca in cui non esistevano condizionatori, ventilatori elettrici, frigoriferi né altre tecnologie in grado di attenuare le alte temperature.

La risposta è sorprendente. Gli antichi romani, che arrivarono a estendere il loro impero su vaste aree del Mediterraneo, comprese alcune delle regioni più calde, avevano sviluppato diverse strategie per affrontare le giornate estive e rendere il caldo più sopportabile.

Non si trattava di un’unica soluzione, ma di un insieme di abitudini, accorgimenti architettonici e comportamenti quotidiani.

I Romani avevano infatti imparato ad adattare il proprio modo di vivere alle condizioni climatiche, sfruttando ciò che avevano a disposizione: l’acqua, l’ombra, la vegetazione e le caratteristiche costruttive delle abitazioni.Il refrigerio dell’acqua e delle terme per contrastare afa e caldo L’acqua era un elemento fondamentale della vita romana.

Le terme non erano soltanto luoghi dedicati all’igiene, ma veri e propri centri sociali, dove trascorrere parte della giornata.

I grandi complessi termali, come le Terme di Caracalla e quelle di Diocleziano, offrivano ambienti con temperature diverse, piscine calde e fredde, spazi all’aperto e aree ombreggiate. Durante l’estate, il frigidarium, con le sue vasche di acqua fredda, rappresentava un piacevole sollievo dal caldo.

Anche nelle abitazioni più ricche, soprattutto nelle ville e nei giardini privati, erano presenti piscine, vasche e fontane.

L’acqua aveva inoltre una funzione estetica e contribuiva a rendere più piacevoli gli spazi domestici, anche se non può essere considerata una sorta di antico condizionatore.La difesa dal caldo cominciava dalla casa.

Le domus delle famiglie più facoltose erano spesso costruite intorno ad atri e peristili, cortili interni circondati da colonne e arricchiti da giardini, alberi e fontane.

Questi spazi consentivano di creare zone d’ombra e di favorire il ricambio dell’aria. Anche le pareti particolarmente spesse contribuivano a mantenere più stabili le temperature all’interno delle abitazioni, rallentando la trasmissione del calore.

L’architetto Vitruvio, nel De architectura, evidenziava inoltre l’importanza dell’orientamento degli edifici e della distribuzione degli ambienti in base alle diverse esigenze stagionali.

Le abitazioni più ricche erano quindi concepite come un insieme di spazi differenti, da utilizzare in momenti diversi della giornata, seguendo il movimento del sole e cercando riparo negli ambienti più freschi durante le ore più calde.

Anche allora la ricchezza faceva la differenzaA Roma le condizioni di vita erano molto diverse a seconda della classe sociale.

Gli aristocratici potevano sia disporre di grandi domus, ville, giardini, piscine e terme private, sia fare ricorso ad una più semplice soluzione: lasciare Roma.

Le ville in campagna, sulle colline o lungo la costa offrivano la possibilità di trascorrere l’estate lontano dal caos e dalla densità della capitale.

Molti nobili romani, possedevano diverse ville fuori Roma, utilizzate come luoghi di riposo e di otium. La presenza di giardini, portici, alberi e piscine rendeva queste residenze particolarmente adatte alla vita estiva.

Erano comunque privilegi riservati a chi disponeva di grandi risorse. Sorte diversa, invece per gli abitanti più poveri, spesso costretti a vivere in edifici affollati come le insulae, avevano possibilità decisamente più limitate.

Per loro, quindi, diventavano particolarmente importanti gli spazi pubblici come le terme, i portici, le piazze e le aree ombreggiate.

La presenza massiccia d’acqua di cui Roma era fornita grazie alla straordinaria rete di acquedotti, permetteva di soddisfare numerose esigenze.

Cibo, tempi di vita e vestiario: rimedi contro il caldoPer fronteggiare il caldo i romani avevano capito che era necessario anche cambiare le abitudini quotidiane. Fuggire il sole nelle ore centrali, cercare l’ombra, spostare le proprie attività nelle ore più fresche.

Non tutti, ovviamente, potevano permettersi di interrompere il lavoro durante le ore più torride: per le classi più povere, per contadini, operai e schiavi il caldo rimaneva una difficoltà quotidiana.

Anche il vestirsi subiva una rivisitazione. Si utilizzavano tessuti come lino, più leggero e adatto ai climi caldi, la lana rimaneva comunque il tessuto più diffuso.

A tavola si faceva maggiormente ricorso alla frutta e ad alimenti freschi. Anche in questo caso, le classi più ricche potevano godere di qualche beneficio extra come il ghiaccio e la neve, raccolti in alta montagna e conservati nel trasporto per raffreddare bevande e preparare specialità fredde.

Anche il vino veniva modificato e diluito con acqua.Cosa è ancora utile ai giorni nostri?Il confronto con la Roma di oggi è sorprendentemente attuale.

Di fronte alle nuove ondate di calore, alcune soluzioni utilizzate dai Romani – cortili, alberi, portici, schermature solari, ventilazione naturale e materiali adatti al clima – tornano a essere considerate anche nell’architettura contemporanea.

La differenza è che oggi possiamo affidarci alla tecnologia per raffrescare gli ambienti, mentre i Romani dovevano adattare abitazioni e abitudini al clima.

Una lezione che, dopo duemila anni, resta attuale: per affrontare il caldo non basta combatterlo, bisogna anche imparare a conviverci.

STEFANO VECCHIARELLI

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