Fatti di Roma

ZTL GIOIE E DOLORI

Spostarsi in macchina a Roma è un incubo. Imbottigliato nel traffico, il guidatore medio deve scansare quotidianamente incidenti, cantieri e chi viola le regole della strada. Ma tutti sanno che, oltre alla soprelevata della Tangenziale est dopo le 22, le multe più salate arrivano per l’ingresso nelle Ztl. Zone a traffico limitato: grandi aree a ingressi contingentati per ridurre l’inquinamento e tutelare il patrimonio storico della città. Ma anche oggetti di contenzioso tra chi vorrebbe più controllo, e chi invece rivendica la libera circolazione.

Le Ztl a Roma sono tre: l’Anello ferroviario, delimitato dal percorso delle ferrovie urbane, abbraccia il quartiere Prati, San Giovanni, Ostiense, Nomentano e Salario. C’è poi quella del Centro Storico, che al suo interno racchiude Centro, Trastevere, Testaccio, Tridente e San Lorenzo. La più divisiva tra tutte, però, è la Fascia Verde, attiva dal 2024, con veri e propri comitati che ne vorrebbero l’eliminazione, perché oltre ad essere la più estesa è anche quella a maggior concentrazione, e va dal Grande Raccordo Anulare fino all’Anello Ferroviario.

Ovviamente l’ingresso nelle Ztl non è sempre vietato: i residenti hanno il permesso, come pure i disabili, i taxi, gli Ncc e i veicoli elettrici. Chi non ha i requisiti può comunque accedere quando la Ztl «non è attiva» e nei festivi. Ma ci sono altri aspetti da valutare: se il veicolo è a benzina o meno e la sua classe euro. L’ingresso in Fascia Verde, ad esempio, è consentito solo ai veicoli a benzina euro 3-6, ai diesel euro 6, e a chi va a Gpl o metano o ha macchine ibride o elettriche. E le critiche alle Ztl partono proprio da qui.

I comitati e i privati, infatti, denunciano l’impatto sociale delle Zone a traffico limitato. Non tutti, possono permettersi di comprare macchine che rispettano i divieti. C’è poi la questione del trasporto pubblico non adeguato: se non si può raggiungere la destinazione con la macchina, la municipalità dovrebbe garantire servizi alternativi come metro o bus, che non sempre soddisfano i cittadini. E questo soprattutto per chi si muove entro la Fascia Verde, che vede zone poco collegate tra loro e con il centro. Molti, soprattutto gli esercenti, accusano il comune di essere sordo alle esigenze dei cittadini, che vorrebbero arrivare davanti al Colosseo comodamente seduti nelle loro macchine. E c’è infine chi mette in discussione l’efficacia dei provvedimenti: dall’introduzione delle Ztl è davvero diminuita la concentrazione di CO2 a Roma?

La risposta è sì. Considerando che solo nella Ztl del Centro Storico nel 2024 si sono contati quasi 26 milioni di ingressi, con picchi giornalieri di 89 mila veicoli, una riduzione significativa della circolazione comporta meno traffico, rumore e inquinamento. La Fascia Verde da sola potrebbe portare alla riduzione degli ossidi di azoto fino al 30% entro il 2026, diventando secondo Legambiente, Wwf e Greenpace un modello di Low Emission Zone, capace di azzerare i costi collettivi e le morti da inquinamento dell’aria.Poi, dove l’Atac non arriva, viene incentivata la mobilità alternativa, come car sharing, bici o monopattini elettrici, che quando non finiscono nel Tevere, fanno bene alle nostre tasche e al pianeta. Inoltre, camminare per il centro è un piacere: lasciare la macchina in un parcheggio di scambio – o a casa – e arrivare sabato pomeriggio in via del Corso non può che mettere di buon umore gli avventori che, motorizzati o meno, comprano lo stesso, checché ne dicano gli esercenti.

Il tasto dolente rimane la spesa per una macchina che sia ecologica ed economica. Se da una parte è una richiesta difficile da soddisfare, dall’altra favorisce il rinnovo del parco macchine cittadino, adeguandolo alle direttive europee.In conclusione, la Ztl per quanto divisiva, serve al patrimonio storico per restare in piedi, ai residenti per farsi una notte di sonno, e alla cittadinanza tutta per respirare aria sempre più pulita.

LAVINIA CECI

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